Poche notizie siamo riusciti a reperire riguardo questa villa abbandonata ma esplorandola abbiamo respirato un’ atmosfera particolarmente malinconica. L’abbiamo soprannominata “Beata Solitudo” perché questa è l’iscrizione che si trova su uno dei suoi caminetti. Si possono scoprire poche cose sul conto di questo edificio, documentandosi, ma si possono ammirare, al suo interno, gli affreschi, elaborati e variopinti.

Cercando informazioni su questa villa e sulla sua singolare frase sopracitata , ci siamo imbattuti in una vera e propria battaglia letteraria sulla paternità della stessa che vede il contrapporsi di studiosi. Troviamo chi l’assegna a Seneca, chi a San Bernardo. Non si hanno evidenze storiche che attribuiscano questo detto a uno dei due, mentre, invece, si hanno notizie di un documento di un poeta vissuto nel XIV sec. che recita così :
“O beata solitudo, O sola beatitudo, Piis secessicolis! Quam beati candidati/ Qui ad te volant alati/ Porro ab mundicolis!”

Ci piace immaginare Villa “Beata Solitudo” costruita e abitata da chi, per fuggire alla mondanità di un tempo che più non gli apparteneva, vi si rifugiava al suo interno aspirando alla beatitudine e alla purificazione.

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Liotrum
Liotrum
Liotrum è un gruppo di esplorazione urbex composto da Cristiano La Mantia, Giovanni Polizzi e Claudio Licitra. In ambito locale si occupano di fotografia paesaggistica e fotografia d'architettura, ricercando particolarmente le ferrovie abbandonate. Amici da una vita, condividono il piacere di riscoprire e documentare luoghi abbandonati e dimenticati. Come ultimo punto, ma non in ordine d'importanza, il "front-man" Cristiano La Mantia si occupa di gestire il nostro progetto Instagram.

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