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GERMANIA urbexREGGE e CASTELLI abbandonati

Tetti Spolverati di Neve, Vetri Impolverati da Tele

Articolo di Dicembre 31, 2017Maggio 10th, 2020Nessun commento

“Il ghiaccio non ha futuro. Tutto quello che ha è il passato racchiuso dentro di sé. Il ghiaccio può preservare le cose in questo modo, estremamente pulite, distinte e vivide come se fossero ancora vive. Questa è l’essenza del ghiaccio.” Haruki Murakami

Ambiente unico. I fiocchi di neve volteggiano nel cielo trasportati dalla brezza gelida di quella giornata d’inverno per posarsi sul parabrezza dell’automobile.
Avanziamo lentamente lungo una strada in salita fra le campagne collinose tedesche non lontano da una cittadina semi-deserta.

Una sorpresa inaspettata. Dopo qualche campo e alcuni boschi spogli, davanti ai nostri occhi si erge un magnifico castello abbandonato con scuri tetti spolverati di neve, dai muri bianchi e sporchi e le numerose finestre bordate di marrone. Non marrone scuro, ma rossiccio, come la coda degli scoiattoli.
Non resisto, son troppo curioso di scoprire cosa contengano le stanze di questo misterioso maniero.

La neve ha coperto non solo i tetti di questo castello ma anche la sua storia: le sue finestre ghiacciate guardano sulla foresta intorno, come a cercarne gli abitanti, da lungo tempo scomparsi, e l’azzurro dei decori tiene lontano il grigio e il gelo del cielo invernale.
Soltanto sale vuote attendono coloro che ne varcano la soglia e che cercano di scovarne i segreti, tendendo invano l’orecchio per passi che da molti, moltissimi anni non risalgono più le magnifiche scale.

Della storia di questo maniero si sa ben poco.
Le informazioni in rete sono poche e frammentarie. Inizialmente l’immobile fu dimora di un nobile; dopo la guerra divenne una scuola femminile e infine sede amministrativa di una manifattura di ceramiche della zona. Disabitato dal 1991.
Purtroppo, oggi, la maggior parte delle stanze sono spoglie e vuote, ma alcuni dettagli della dimora lasciano ancora oggi a bocca aperta.

L’ingresso del castello é molto modesto. Lo spazio oltre il portone non mostra alcuno sfarzo ma ha la particolarità di essere rivestito in piastrelle di ceramica con una graziosa fontana, poi un gran salone con la gran scala principale in legno verniciato con dei colori sgargianti. Un soffitto stuccato rappresenta centralmente un sole, simboleggiato da una plafoniera e da raggi in rilievo, e una grande finestra in vetri piombati rappresenta una piccola scena di caccia. Vetri impolverati da tele, la cui bellezza resta ineffabile.
Probabilmente questo era il salone di rappresentanza dove venivano accolti gli ospiti e organizzati i ricevimenti e i veglioni di CapodannoAl piano superiore un grande salone rotondo finestrato di grande bellezza e poi un altra stanza con un piccolo angolo finestrato che si raggiunge tramite una scaletta molto graziosa.

Un solo pensiero mi attraversa la mente:
“Questa stanza la voglio io!”. 
Già riesco ad immaginarmi lì, con un libro in mano, affacciato sulla foresta che circonda il castello. Sono affascinato da questo luogo ma il freddo mi costringe a ripartire verso la prossima meta…luogo dei prossimi racconti che vi mostreremo il prossimo anno. 

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