La Linea Maginot : da difesa inespugnabile all’abbandono

La Linea Maginot era un complesso integrato di fortificazioni ed opere militari realizzate dal 1928 al 1940 dal Governo francese a protezione dei confini che aveva in comune con le Nazioni vicine.
La Linea Maginot partiva nel primo entroterra francese, a circa 700 metri sul livello del mare. Negli anni trenta era considerata come la più grande opera di difesa di tutti i tempi: il genio militare francese ostentava infatti un sistema di fortificazioni che correva lungo le frontiere della Germania e dell’Italia.

Vi erano aree potentemente fortificate, come nell’Alsazia del nord, nella valle della Mosella, nella Bitche e nei passi delle Alpi, poiché erano state ritenute zone vulnerabili a possibili attacchi.
L’intero complesso si basava su quattro tipi di ostacoli che erano, a detta degli esperti del tempo, insuperabili. Spesso considerata come una sola linea di difesa sul confine franco-tedesco, essa si stendeva in realtà dal nord della Francia fino al Mediterraneo, benché la parte della frontiera franco-italiana fosse anche denominata con un altro nome (Linea Alpina).

Le principali fortificazioni de “La linea Maginot” si estendevano da La Ferté (a una trentina di chilometri a est di Sedan) fino al fiume Reno, per poi proseguire lungo la frontiera italiana. Sulla frontiera nord-est erano presenti ventidue enormi fortezze sotterranee e trentasei fortezze più piccole, così come molti fortini e bunker. I francesi eressero le fortezze più grandi nel nord-est del Paese con l’intento di proteggere la popolazione più numerosa, le industrie-chiave e le abbondanti risorse naturali situate vicino alla valle della Mosella.

Il primo attacco da parte dei tedeschi contro la linea Maginot avvenne il 16 maggio 1940 e fu rivolto contro le fortificazioni isolate a La Ferté, sull’estrema punta occidentale della linea. I tedeschi riuscirono a catturare le casematte solo dopo quattro giorni di duri combattimenti e con il sostegno di artiglieria pesante e fuoco di 88 mm ad alta velocità. Nonostante l’uso massiccio delle più svariate forze belliche, i tedeschi non riuscirono a prendere nessuna delle fortezze maggiori prima dell’armistizio.

Non un solo impiego. Sebbene fosse stata progettata per fronteggiare gli attacchi provenienti dalla Germania, la linea Maginot costituiva una difesa anche contro gli attacchi provenienti dal retro e, di conseguenza, anche per gli americani fu difficile superare la linea nel 1944-1945.

Allo stato attuale, su 108 fortificazioni innalzate lungo tutta la Linea Maginot a sud-est, nord-est e a nord, 85 sono in stato di completo abbandono e rovina, 8 sono occupate dall’Armée francese per scopi militari e 15 sono state recuperate a scopo turistico e rese agibili al pubblico.
Molte fortificazioni, soprattutto quelle alpine, sono spazi angusti, stretti, poco arieggiati e umidi, se non parzialmente allagati.

Si sconsiglia la visita in solitaria ai non esperti. E’ consigliabile un abbigliamento adeguato a proteggere dal freddo e dall’umidità ed un paio di torce elettriche. Sia all’interno che nei pressi delle opere si deve prestare la massima attenzione a dove si cammina, in quanto non è raro trovare tondini in ferro, buche o precipizi.

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I Pastorino
I Pastorino
Gianni, conosciuto come "Ferro36", Classe 1963, fotografo e radioamatore, appassionato di storia e di computer retrò. La sua compagna di viaggio è la figlia Eleonora, amante della scrittura. Insieme formano "I Pastorino".

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