Quel Carillon : Ricordi Nostalgici nella Farmacia Abbandonata

E’ un pomeriggio come un altro, apparantemente. Trascorre tranquillo ,come uno di quelli che sfrutti per trovare amicizie lontane. Arrivati dopo pranzo facciamo due passi per un caffè, e nel passeggiare per il borgo di questo paesino sperduto, una nostra amica salta fuori con “Ma lo sai che qua una volta c’era una farmacia e adesso è abbandonata?”
Tutto ciò indicando un piccolo palazzo anonimo del 1400 a ridosso delle mura.

In men che non si dica siamo davanti all’immobile abbandonato.  Subito cerchiamo una via d’entrata e, con enorme sorpresa, appuriamo che non si tratta solamente di una farmacia, ma essa disponeva anche di un’abitazione attigua. E non una casa normale, bensì un vero e proprio appartamento signorile, sviluppato su due piani.

Le informazioni su questo luogo sono poche. In compenso, i lasciti abbondano in ogni angolo, dai libri impolverati, passando per servizi da tavola ad un’intera cantinetta piena di bottiglie di vino. E poi, solitario su di un tavolo, un carillon. Per l’esattezza un «carillon sans timbre ni marteau» ossia senza campane ne martelli, di quelli a giostra, è la prima volta che ne vedevo uno così, ma soprattutto in buono stato, e dal vivo. In quel momento i ricordi dell’infanzia mi hanno investito come in un temporale: mia zia a casa ne aveva uno, semplice, in ceramica dipinta a mano che raffigurava il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij e suonava l’omonima melodia.

Altra particolarità di questa casa sono le rifiniture in legno, specialmente i pannelli sul soffitto. È la prima volta che le vedo. Normalmente nei palazzi storici o c’è il soffitto in travi, o è stuccato il più delle volte con la presenza di affreschi. Per non parlare poi del ripostiglio segreto celato dalle ante dell’armadio, una cosa mai vista prima.

Come dicevo prima il palazzo si sviluppa su due piani, più un terzo con ingresso indipendente e non abbandonato, il primo e il secondo piano sono collegati tramite una particolare scala a chiocciola in legno, ornata con animali selvatici. A intuito, il primo piano doveva essere quello della servitù o dei genitori (non ho certezze sulla nobiltà), capitava che in piccoli borghi le famiglie anche borghesi vivessero nello stesso appartamento o stessa casa, mentre il secondo piano ha tutto tranne la cucina, forse i padroni di casa si spostavano al piano inferiore per mangiare.

Esplorato e fotografato tutto, ci accingiamo a lasciare questa “perla abbandonata”, incastonata tra le mura storiche di un borgo ignaro. Allontanandomi, mi sembra di sentire un carillon suonare…

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Francesco Coppari
Francesco Coppari
Classe 1986. Fotografo per passione dal 2007, ha collaborato a vari progetti della FIAF. Appassionato di fotoreportage, ha trovato nell’Urbex un altro modo di incrementare il suo bagaglio culturale. Tra le altre cose si occupa di gestire il nostro affiatato Gruppo Facebook.

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