Navi Fantasma a Marsa : un angolo Abbandonato del Porto Maltese

Era da un pò che cercavo di salire su quelle navi fantasma del porto di Marsa. Quelle a cui sembrava possibile accedere erano cinque: tre navi cargo di discrete dimensioni, una nave da guerra ed un fantastico sommergibile!

Un giorno capito a Marsa, nell’isola di Malta, insieme alla mia amica Antonella che si occupa di migranti. Per chi non conoscesse Marsa, trattasi dell’area portuale, una zona sporca e mal tenuta, dove si radunano tutti i migranti che hanno avuto la sfortuna di approdare sulle coste di quest’isola popolata da gente tendenzialmente razzista e dalla mentalità chiusa.
Hanno quindi aperto dei bar nel quartiere, dove si radunano e ammazzano il tempo, in attesa della mattina successiva, quando, alla grande rotatoria, arriveranno gli schiavisti delle imprese costruttrici (i veri governanti di Malta) a prelevarli per portarli nei cantieri, in nero e sottopagati.

Ma torniamo all’esplorazione.
La nave da guerra sembra accessibile solo da un cantiere privato. Ci avviciniamo, entriamo, alla guardiola non c’è nessuno, passiamo oltre. Arriviamo in uno spiazzo pieno di lavoratori indaffarati che non fanno minimamente caso a noi. Nella totale noncuranza saliamo il piccolo pontile che porta alla nave ed entriamo. Siamo esterrefatti, possibile che nessuno si sia interessato a noi due? Effettivamente no, dato che ci prendiamo il tempo di gironzolare per la nave e anche per il sottomarino. A parte la plancia dei comandi e qualche dettaglio, non troviamo nulla di interessante al suo interno. Anche il sommergibile non presenta sorprese. L’unica cosa che ci lascia senza parole è la mitragliatrice adagiata sul ponte. La ammiriamo, la fotografiamo. Poi ce ne torniamo indietro, tranquilli come all’andata.

Ora devo solo capire come arrivare alle altre navi, visto che dal piazzale privato non è possibile aggirarsi. Un paio di mesi dopo ci riprovo insieme ad un nuovo amico con la passione dell’urbex, un ragazzo inglese di nome Scott. Aspettiamo l’ora di pranzo gironzolando per il porto, e, quando vediamo che in giro non c’è più nessuno, afferriamo una delle robuste corde da ormeggio e ci issiamo su una nave. Dobbiamo stare molto attenti su come ci muoviamo. Siamo molto in alto e vediamo distintamente diverse persone che lavorano nel cantiere adiacente, che potrebbero scorgerci a loro volta. Ci infiliamo negli angusti spazi della sala macchine dove troviamo varie parti del motore.

La vera sorpresa arriva quando riusciamo ad infilarci nella parte superiore, che ospitava le cabina di pilotaggio e le zone giorno e notte in cui soggiornava l’equipaggio. Ancora molti dettagli interessanti, come mappe nautiche e particolari di vita quotidiana, testimoniano come fosse la vita sulla nave, dalla cucina con ancora i piatti sporchi nel lavandino, al salottino provvisto di tv. Stessa cosa più o meno sulla seconda nave, mentre sulla terza non siamo riusciti a salire.

Alcune frammentate informazioni che ho raccolto mi dicono che la nave da guerra e il sommergibile sono saltuariamente utilizzati come props per i film che girano nella vicina Film Commission, mentre le navi cargo sono abbandonate da almeno un decennio.

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

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