Viaggiare per fotografare è una delle cose più belle che vi siano al mondo. Anche se quel giorno ti mandano a fotografare un concessionario di auto. Lo ammetto…di automobili me ne intendo meno di zero e i motori in generale sono un argomento che evito tanto quanto la danza. Non me ne voglia nessuno ovviamente.

Sulla strada del ritorno verso il Veneto intercetto con la coda dell’occhio una torretta decrepita al di là di un muretto ad altezza uomo. Fatalità si trova sul mio stesso lato di percorrenza stradale. Un segno del destino, penso.
La mia tesi viene avvalorata ancor di più dal fatto che ho con me la macchina fotografica e un’ulteriore scheda di memoria.

La luce è ancora alta e il clima consente tranquillamente una piccola sosta. Con le quattro frecce inserite accosto alla mia destra all’interno di una piccola insenatura. Sull’altro lato della strada, una caserma militare dalla quale escono con costanza autovetture a lampeggianti spenti.
Fatto sta che il piazzale che contiene questa vecchia torretta è decisamente abbandonato e lasciato a sé stesso. Non vi sono cancelli né fili spinati ad ostacolarmi l’ingresso…soltanto un muretto antico che mi arriva alla vita.

Entro. Non posso farne a meno.

L’epifania : mi rendo subito conto che il luogo abbandonato che sto ispezionando è un ex aeroporto militare. Vi sono ancora, infatti, piccole insegne che riguardano “sezioni” e “stormi”.
Rimango allibito quando scopro che oltre la torretta, alle spalle della strada che stavo tranquillamente percorrendo, vi è l’inizio di un lungo viale alberato che conduce dentro ad una zona ormai divenuta boschiva. La struttura di un cancello in ferro battuto che ormai non c’è più recita sulla sommità “aeroporto militare”.
Bingo.

Mi guardo intorno. Alla mia sinistra vi sono degli edifici bassi. Alcuni di essi sono aperti e al loro interno vi sono una miriade di oggetti accatastati. Addirittura trovo il tabellone di un canestro. Sulla mia destra, fitta vegetazione.
Solo il rumore di qualche uccello che viene dagli alberi.

La sorpresa più grossa arriva subito. Superati i bassi edifici ecco di fronte a me un aereo in ottime condizioni circondato da erbacce cresciute qua e là. Ad un tratto sento uno strano rumore dietro l’apparecchio. Attimo di panico…no nulla di grave…un coniglio enorme più spaventato di me mi guarda, si sofferma e poi scappa verso la vegetazione.
Nonostante qualche alveare di api riesco a fotografare l’aereo esternamente. L’entrata è sigillata e troppo in alto.

Mi immergo nell’immaginazione. E provo una sensazione strana a pensare a quali viaggi avrà mai, in passato, effettuato quell’apparecchio. Superato l’aereo ecco, con ancora più sorpresa, un vecchio edificio bianco con la scritta ormai quasi invisibile “cinema“. Uno dei divertimenti per i militari che accoglieva l’aeroporto, sicuramente.
Aggirando questa struttura vi sono degli hangar ormai deserti.
L’ultimo blocco di edifici è ormai superato.
In compenso ce n’è un altro, completamente senza ormai rivestimento esterno, solo mattoni a vista, che si staglia di fronte ai miei occhi. Vi saranno almeno quattro piani all’interno, penso. Piante rampicanti impediscono l’accesso e le porte principali risultano murate senza troppo impegno.

Decido di recarmi sul retro dello stabile e trovo incredibilmente una porta aperta. Di fronte ai miei occhi una scala che porta verso il basso, verso dei sotterranei completamente bui.
Ai miei lati stanze con archi a vista e murales abbozzati che riproducono scritte e invocazioni sataniche. Decido di percorrere la scala che porta ai piani superiori. L’unica luce che entra è quella che proviene dai grandi finestroni ai margini della scala stessa, ma ormai sta calando.
Nei corridoi dei vari piani ecco stanze su stanze completamente deserte e totalmente al buio. C’è qualche vecchia sedia o poltrona ma niente di più. In cima alla rampa di scale si riesce a percepire l’altezza dell’edificio stesso che probabilmente era, in passato, il centro di comando dell’aeroporto con i vari uffici.

L’esplorazione continua sino al calar del sole. E’ tardo pomeriggio ormai, ripasso a controllare l’aereo abbandonato e mi sento per un attimo l’aviatore de “il Piccolo Principe”, ma nel Friuli. Il Piccolo Principe Friulano.

Mi lascio alle spalle quest’area verde e, una volta alla macchina, non vengo fortunatamente intercettato dalle pattuglie sul lato opposto della strada sulla quale avevo lasciata parcheggiata la macchina.
Il sole tramonta e probabilmente, il coniglio è tornato ad acquattarsi nei pressi della coda dell’aereo.

Dopo qualche ricerca postuma, scopro che l’aeroporto è in abbandono da oltre trent’anni. Fu realizzato dagli austriaci per la loro forza aerea e poi dismesso perché troppo vicino al fronte all’inizio del primo conflitto mondiale. Lo scalo compare nelle cronache già nel 1909 per la “Campagna Grande”. Riqualificato, poi, nel 1925 trovò ospitalità il 21° Stormo di ricognizione, il primo reparto della neocostituita Regia Aeronautica.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’aeronautica militare perde l’interesse per l’aeroporto lasciando solo una stazione meteo che sarà dismessa il 31 dicembre del 1966.

“Ad majora”, come si suol dire in gergo militare…e non solo. Lo dice anche il Piccolo Principe Friulano.

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Matteo Montaperto
Matteo Montaperto
Commediografo, teatrante, comico ed esploratore urbano. Come si conciliano queste personalità? Fa parte del carattere di Matteo. Autoironico ma determinato.
Amministratore del profilo Instagram di Ascosi Lasciti e autore di articoli, principalmente nel Lazio.

Entra nella discussione 7 Commenti

  • Avatar ....... ha detto:

    E meglio che ritorni a cercare meglio in rete.. A l’aeroporto non è abbandonato da 30 anni ma chiuso da 5 per creare la nuova consortile che lo gestira. B nessuna scritta aeroporto militare sull’arco ma bensì aeroclub Giuliano se non ricordo male. C l’aeroporto ha un nome Aeroporto Amedeo duca d’Aosta e qui nacque il glorioso 4°stormo caccia dell’aeronautica militare ( bastava guardare dall’altra parte della strada dove c’è la caserma della finanza c’è una lapide lunga decine di metri) e la statua è quella di Amedeo duca d’Aosta posta dove c’era il comando originale dello stormo… Potrei continuare per ore ma non mi pare il caso…. Comunque bello l’articolo ma non scriviamo fantasie mancava ancora che scrive che la pista si apre ed escono gli ufo e che nel bosco ci sono rampe di missili nucleari…. Informarsi informarsi

    • Matteo Montaperto Matteo Montaperto ha detto:

      Gentile amico/amica,
      purtroppo non firmandoti non posso chiamarti per nome. Mi permetto, in ogni caso, di darti del “tu”.
      Cercherò di rispondere per punti al tuo commento.
      A. Cercando sul web si legge chiaramente (e ti posso mandare i link pubblici dei giornali del posto) che lo stato di abbandono risale ad almeno 30 anni. Il fatto che poi (come dici tu) sia CHIUSO da 5 non risulta. La struttura, come puoi vedere dalle immagini (ma da quello che ho capito ci sei già stato), è decisamente in stato decadente. Vi è una bella differenza tra “chiuso” e “in abbandono”. In ogni caso, sempre come si può vedere dalle immagini stesse, alcuni punti di questa struttura sono più ben tenuti di altri.
      B. Probabilmente ricordi male. In una delle foto si legge chiaramente ciò che è scritto sulla sommità di un ex cancello. Nel testo dell’articolo non mi riferisco, difatti, alla foto di cui sopra.
      C. Perdonami ma non capisco la critica a questo terzo punto. Forse per mancanza di punteggiatura nella tua sintassi. All’inizio del mio articolo dichiaro che di fronte alla struttura vi è una caserma. Non capisco su cosa vuoi dissentire. Sulla mancanza del nome del luogo? Sulla mancanza specifica dello stormo?

      Ti esorto invece, contrariamente a quanto hai scritto, di “continuare per ore” . Sarò ben lieto di rispondere in maniera esaustiva a tutti i punti che vorrai sottopormi.

      Riguardo la tua frase di chiusura…ci ho messo un po’ a capirne l’essenza. Probabilmente avresti voluto scrivere “mancava ancora che SCRIVESSE che la pista si apre ed escAno gli UFO” ecc. Sbaglio?
      In tal caso, ti informo che le parole da me usate sono state scelte per creare e descrivere le sensazioni che ho provato durante la visita. Non vedo collegamenti tra il mio articolo e ipotetici UFO e/o missili nucleari. Se vorrai spiegarmi le motivazioni del tuo commento rimango a disposizione. In alternativa, mi informerò come da te richiesto ma ti esorto a fare lo stesso per quello che riguarda sintassi, metafore e figure retoriche.

      Sempre e comunque con stima,
      Matteo.

  • Avatar Cristian ha detto:

    Oddio Friuli proprio no… Venezia Giulia è più giusto….
    Saluti Cristian

  • Avatar Martinaa ha detto:

    Dove si trova questo posto?

    • Matteo Montaperto Matteo Montaperto ha detto:

      Salve MArtina! Purtroppo sono dolente nell’informarti che abbiamo come regola all’interno del Team di non rivelare l’ubicazione di questi posti per morivi di riservatezza e per poterli preservare. Molto spiacente. Matteo

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