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LIGURIA urbexVILLE e PALAZZINE abbandonate

Nella Palazzina della Signora Solitaria

Articolo di Marzo 15, 2018Nessun commento

Svetta sui colli del levante ligure. Lei. La villetta decrepita, a tre piani, color giallo luna.
Pallida e segnata da rime, crepe e scuri crateri, la si può notare solo dall’alto: il suo rigoglioso “giardino di spine” fa da supporto all’alto muro di cinta che delimita la parte anteriore del terreno.
Alla Foce dei colli su cui spicca, la palazzina della signora solitaria rappresenta, per i “fotografi dell’abbandono” locali, una di quelle mete piacevoli senza grosse pretese e lunghe ore di viaggio, o spese di carburante, che spesso sono richieste da una passione come la loro.

Ciò non significa che le insidie siano del tutto scongiurate, né che le emozioni capaci di trasmettere questo edificio siano proprio da sottovalutare.
Un’intensa carica emotiva, infatti, sembra pervadere l’animo del curioso passante che osi spingersi oltre i confini di questa curiosa villa abbandonata; a partire dalle perplessità che provocano i continui ritrovamenti di carcasse animali attorno al perimetro dell’edificio (gatti, topi, volpi), fino al senso di solitudine che si respira da ogni dettaglio della magione.
Ma perchè si conosce come “la palazzina della signora solitaria“?

Poco si sa della storia del posto, solo che l’ultima proprietaria non avesse lasciato l’eredità immobiliare ad alcun parente, vivendo gli ultimi anni della sua quasi “invisibile” esistenza senza compagni di stanza o amici.
I vicini, dopo la sua morte, hanno tentato più volte di “lucchettarne” la dimora, prendendosene possesso. I vandali, i ragazzini curiosi e gli intrusi occasionali però, in questa mutua disputa, hanno avuto sempre l’ultima parola.
E così, ora, l’abitazione è rimasta aperta e accessibile dalla porta principale.
I suoi tre piani, custodiscono ancora parte del mobilio in legno massello e qualche bel soffitto affrescato. Questi due elementi lasciano intendere come la signora, per quanto “solitaria”, fosse almeno accompagnata….da un discreto sussidio.

I piani alti risultano pericolanti e impraticabili. Così, con rispettoso silenzio, possiamo abbandonare questa palazzina e dedicarci all’esplorazione di altri immobili abbandonati del Bel Paese.
Continuate a seguirci, sempre qui, al martedì, giovedì e alla domenica, per altre esplorazioni.
(Foto di Davide Calloni e Irene Russi)

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