L’Ospedale dei Veterani della Grande Guerra Patriottica

E’ una mattina soleggiata e il mio soggiorno ad Almaty, in Kazakhstan, proce al meglio. Il Nayryz (ricorrenza tradizionale persiana che celebra il nuovo anno), è cominciato con un sorriso splendente, quando in visita al museo nazionale con il mio “aggancio” locale esce il discorso dei luoghi abbandonati. Me ne elenca diversi, perlopiù ruderi e scheletri architettonici, ma tra essi uno in particolare mi salta all’orecchio, un vecchio ospedale abbandonato.

Detto fatto. Prima di pranzo cominciamo la ricerca di questo lascito, che alla fine si rivela facile da trovare. Il problema è solo orientarsi nel dedalo di viuzze della zona popolare della città.
Ed eccolo li, bello, decadente, in perfetto stile sovietico.

Storia e leggende. Questo ospedale fu costruito alla fine del 1941 per i veterani feriti del fronte orientale. Successivamente furono ospitati anche i veterani della guerra in Afghanistan del ’79-’89 e i liquidatori del disastro nucleare di Chernobyl. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica l’ospedale divenne civile e perpetuò le sue funzioni fino al sisma del 2010 che danneggiò la struttura. L’abbandono divenne una conseguenza inevitabile.
Ma leggenda metropolitana vuole che la gente non scappò a causa del terremoto, bensì a causa di “qualcuno” o “qualcosa” che si aggirava fuori dalla struttura. Tutto questo “fuoco di dicerie” è alimentato anche dal fatto che l’edificio sorge in mezzo a un boschetto e, a circa 300 metri di distanza in linea d’aria, c’è un cimitero ortodosso.

Lo stato attuale. Alla fine il luogo non è proprio un granché dato che vandali e sciacalli hanno distrutto e portato via praticamente tutto. Soltanto, questo luogo, mi riserva una sorpresa.
Quando percorro il corridoio che da sul cortile interno e poi arrivo a quello che sembra il vecchio ingresso mi viene in mente che questo posto già l’ho visto, li per li mi son detto “boh, forse in qualche film”.
Invece, neanche a farlo apposta, il mio contatto mi dice che in questo ospedale hanno girato il videoclip di un rapper famoso. Smartphone alla mano trovo che il video in questione è “Skin” di “Rag’n’Bone Man”.

La felicità di questa piccola scoperta viene smorzata immediatamente dall’arrivo del presunto custode. Presunto, per il semplice fatto che, dopo essersi qualificato come custode e chiesto per quale motivo io fossi dentro l’edificio, ha preteso il fantomatico obolo per poter continuare a fotografare ed esplorare. La risposta è stata negativa. Già avevo fatto diversi scatti e girato in lungo e in largo il rudere dell’ex ospedale. Ignorandolo, io il mio compagno di esplorazione, abbandoniamo la struttura.
Del buon shashlik ci attende per pranzo!

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Francesco Coppari
Francesco Coppari
Classe 1986. Fotografo per passione dal 2007, ha collaborato a vari progetti della FIAF. Appassionato di fotoreportage, ha trovato nell’Urbex un altro modo di incrementare il suo bagaglio culturale. Tra le altre cose si occupa di gestire il nostro affiatato Gruppo Facebook.

Entra nella discussione 2 Commenti

  • Paola ha detto:

    Un altro bellissimo articolo.
    I vostri contenuti mi piacciono moltissimo e mi scuserete se approfitto del commento per segnalare che, nonostante stia provando ad iscrivermi alla newsletter, il “sending request” continua a far girare la sua rondellina ma non arriva mai alla conferma dell’iscrizione. Si può fare qualcosa?

    Saluti!

    • Ascosi Lasciti Ascosi Lasciti ha detto:

      Ciao Paola, ti ringrazio per essere un nostro supporter!Credo che tu debba provare con un altro browser. In ogni caso abbiamo risposato l’iscrizione a fondo pagina e tolto il pop-up.
      Facci sapere se riesci a risolvere! 🙂

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