Formentara e altri Edifici “Abbandonati con Certezza”, per Esplorare in Sicurezza

Come raggiungere posti così nascosti? Come essere sicuri di non commettere reato? Abbiamo affrontato questi temi più volte.
I preparativi prevedono uno studio dettagliato e approfondito, alla ricerca di una parola chiave, di un indizio più indicativo e più rilevante degli altri. Per trovare certi posti ci si impiega settimane, mesi o addirittura anni. Anni di attesa, per verificare se una struttura si effettivamente in stato di abbandono o solo momentaneamente trascurata. Chi lo stabilisce? Nessun tribunale, nessun atto notarile. E allora serve aspettare. Un temporale, un terremoto, un cinghiale affamato che punti la dispensa, le termiti che svuotino gli stipite dall’interno, una volpe che provi a penetrare nelle cantine, uno sciacallo in cerca d’oro, un vandalo in cerca di brio.
E cosa è più nobile? Attendere che il corpo esanime del nemico chiuda l’ultima palpebra e inizi a odorare di putrefazione o accelerare il suo processo di morte?
L’impazienza è una caratteristica che porta spesso l’esploratore a ricercare mezzi meno gratificanti, alla mercé dell’arrivismo. Ma il politically correct è forse meno ipocrita? Da qui, nascono pagine satiriche a tema,  screzi e bracci di ferro tra i veterani, gli uomini d’assalto, le giovani promesse ed i “wannabe”  tra gli esploratori urbani.
Come sempre, la verità sta nel mezzo. E ci si deve appoggiare al buon senso. In un’evidente stato di abbandono dell’immobile, poco cambia se la spalla del fotografo “si appoggi” al portone decrepito. Meno trascurabile la pioggia di pietre sulle finestre del palazzo appena disabitato!
Sarebbe da fare una distinzione. Dividere le strutture, a seconda delle somme dei “chiari segni di abbandono” che presentano, in categorie. Categoria rossa : Villa con giardino incolto, mura e intonaci scrostati, qualche persiana rotta. Categoria Gialla : portone sfondato, crolli, finestre rotte.

Siamo nel comune di Zeri. Il borgo abbandonato che vedremo oggi, potrebbe appartenere alla “Categoria Verde”, motivo per cui porremo poca attenzione  a celare i dettagli che renderebbero la ricerca di questo posto troppo complicata.
Siamo in un villaggio abbandonato, al confine tra Toscana e Liguria, tra castagneti secolari e pascoli montani. Le sue case, o meglio, i suoi ruderi sono in pietra grigia e legno.
Camminare tra i sentieri di Formentara – questo è il suo reale nome – fa viaggiare la mente attraverso il tempo. Il solo rumore del ruscello che scorre attraverso le antiche dimore e i muretti a secco, porta il pensiero alla vita di paese, tra genti povere che si ritagliavano il loro ruolo sociale portandolo avanti con determinazione.
Uno straordinario esempio di insediamento rurale rimasto per secoli intatto e giunto fino a noi, dal lontano sedicesimo secolo.
Qui gli abitanti della zona si muovevano periodicamente per sfruttare i pascoli e per coltivare cereali. Il villaggio conta ancora oggi una trentina di case, interamente in pietra arenaria, e un piccolo oratorio dedicato a San Bartolomeo.
E’ in posti come questo che l’animo dell’esploratore riesce ad immergersi nell’atmosfera giusta, senza dover badare a preoccupazioni legali o a spiacevoli incontri.
Unica preoccupazione rimane quella legata all‘instabilità strutturale di dimore così vecchie.

Foto di Irene Russi e Davide Calloni

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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