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ALBERGHI e RISTORANTI abbandonatiLIGURIA urbex

Nel Convento dei “frati Sanguinari”: Leggende e attuale Decadenza

Articolo di Giugno 19, 2018Novembre 30th, 2019Nessun commento

Albergo, sala da ballo, ristorante…e ancora prima dogana….e prima ancora confine di Stato; ma in origine fu un campo.
Un campo e novantanove croci. Novantanove croci e una manciata di sale, che potesse coprire un terreno considerato “maledetto”.
Ma prima di addentrarci subito nelle antiche leggende, volgiamo uno sguardo al presente.
Oggi infatti non resta che un fatiscente edificio, circondato da un incolto parco con un secolare faggio sradicato dal vento e abbandonato sul ciglio della strada provinciale.
La Vecchia dogana è divenuto un monumento storico abbandonato. Decrepito, decadente.
Uno dei tanti accessi possibili è collocato sul retro dell’edificio marcescente. E proprio da qui siamo entrati nell’infausto presente e nell’affascinante passato del luogo.

Tanta storia locale. Su questo emblematico terreno ricco di cultura hanno scritto interi libri basati su fatti documentati e curiose leggende.
Tra gli svariati avvenimenti storici accertati vi fu la visita della Regina Elisabetta Farnese quando era sposa novella del Re di Spagna Filippo V.
Nella storia più recente invece il luogo fu zona di contesa e battaglie tra partigiani e nazifascisti, durante la guerra di liberazione. Dopo gli ultimi conflitti, negli anni Cinquanta, la dogana mutò sembianze e funzione in albergo, sala da ballo e ristorante: un luogo panoramico a più di mille metri, poco dopo aver svalicato la Liguria.
Il Passo, nel periodo estivo, era rinomato e gettonato per la sua aria salubre, incontaminata e non troppo distante dalle spiagge del levante.

La storia popolare invece getta le sue radici a metà ‘400. Secondo questi racconti, un gruppo di viandanti che stava transitando sul passo sarebbe stato assalito, derubato e decimato da spietati banditi. Stando alla leggenda se ne sarebbe salvato solo uno, che, per ringraziare Dio di essere scampato a quell’eccidio, avrebbe deciso di erigere con le sue sole forze economiche e fisiche un’ospizio-convento, affidandolo ad alcuni frati della zona.
Non si sa per quale motivo, i frati sarebbero divenuti più spietati e avidi degli stessi banditi che frequentavano la zona, iniziando a uccidere mercanti e viandanti e impossessandosi delle loro mercanzie, per poi gettare i corpi in un pozzo a poca distanza dall’ostello. Con la stagione calda, però, il macabro odore delle salme in putrefazione avrebbe richiamato l’olfatto dei cani e l’inganno sarebbe presto stato scoperto. I “frati sanguinari” sarebbero fuggiti in fretta e furia, portandosi via le ricchezze raccolte. I residenti della zona, presi dalla rabbia per quanto era stato scoperto, avrebbero deciso di demolire la cappella e l’ospizio, piazzando altrettante croci in memoria degli omicidi.

Questa è solo una delle macabre leggende che ruotano attorno al luogo. Tutte hanno alcuni elementi in comune certificano, in qualche modo alcune verità: la presenza di strutture nella zona, dall’epoca longobarda, di numerosi banditi, nei secoli passati, di fatti drammatici, che porterebbero al nome del luogo (che non possiamo rivelare, per preservare tale posto).
Oggi ci sono abitanti della zona che riferiscono di aver udito, anche in tempi recenti, lugubri lamenti e strani rumori provenire dall’area del valico. Cosa ci sia di vero e cosa di fantasioso non è dato saperlo. E’ doveroso però riportarlo.
Come è doveroso testimoniare lo stato attuale, decadente, della struttura. Infiltrazioni, crolli, luci ed ombre inquietanti. L’albergo oggi è tutto questo.
Una nebbia di nostalgia, tristezza e schiacciante sensazione di claustrofobico pericolo avvolge l’intera struttura.

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