Hotel in movimento

Da Agosto 17, 2018 Agosto 20th, 2018 AEREI, TRENI e NAVI FANTASMA, EMILIA ROMAGNA urbex

Caos, chiacchiericcio confuso, parole inutili.
Soliti discorsi. Dialoghi prevedibili. Nulla che quattro spicciole analisi di mercato non possano prevedere.
In un angolo del treno, una canzone. Un Hotel in quattro sedili. Due voci distinte.
Vite intrecciate in qualche intenso minuto di conversazione. Le parole si affrettano, gli occhi si cercano più del solito, si mettono frettolosamente in gioco. Sanno che di lì a breve tutto sarà finito. Maledettamente rovinato da quel tempo che nulla risparmia. Allora gli animi si cercano spasmodicamente, si bramano senza sosta.
Il timore di vomitare fiumi di parole potenzialmente indigeste viene insolitamente scavalcato dal desiderio di ricerca. La volontà è solo di guardare dentro l’altra persona.
Il tempo è nemico.
Non che non lo sia, solitamente. Qui, però, il tempo è veleno puro. Avanza rapidamente tra i capillari di questa atmosfera singolarmente affascinante, che si è creata, così, celermente.
Un solo antidoto può rallentare questo decorso.
Un ponte.
Un collegamento.
Non resta che “buttarsi in pista” senza timore di far ballare l’altra persona.
Costruirsi la propria nicchia, la propria riservata stanza di albergo, pure in quel vagone pieno di merda.
Un’arte complessa, possibile solo se entrambi siano realmente decisi a farlo.
A nessuno dei due è dato sapere. E’ come assemblare un armadio ad occhi chiusi, sperando soltanto, una volta tolta la benda, di aver fatto un buon lavoro.
Benvenuti nell’Hotel in movimento.
Benvenuti nella vita sui treni.
Benvenuti in questo deposito di treni dismessi.

Siamo nell’emiliano.
A questi capannoni, ex depositi gallinari, non si “darebbero due soldi”, osservati dall’esterno.
Brutti, grigi, spogli.
Solo l’occhio del curioso passante può decidere di spingersi al loro interno e riscoprirne le meraviglie.
Quattro carrozze abbandonate da diverse decine di anni.
Le motrici bianche e rosse appartenevano ai modelli delle “Fiat Reggiane” utilizzate sulle reti per Ciano, Guastalla e Sassuolo, per il trasporto di passeggeri, dagli anni ’70 fino ai primi ’90.
Lì accanto si possono distinguere le carrozze marroni, dell’ex ferrovie di “Nord Milano”, risalenti a circa gli anni ’40 e che venivano utilizzate, fino a pochi anni fa’, come treni d’epoca, nei giri turistici.
Stesso discorso per il carro postale verde e rosso con la garritta. Costruito, abbandonato, riscoperto, abbandonato una seconda volta.
L’anno di costruzione, per quest’ultimo, è dei primi del 1920.
Uno dei mezzi più vecchi che si possono ammirare all’interno del capannone abbandonato è la locomotiva a vapore, dei primi del ‘900, come visibile dalle targhette impresse sul fianco del veicolo. Veniva sfruttate sulle stesse linee fino all’avvento del diesel, a metà anni ’50.
Fino a, circa, il 2012 anch’essa veniva saltuariamente impiegata nelle tratte storiche.
Il carro con la gru avvolto dalle erbacce detiene il “primato di vecchiaia”, con i suoi 120 anni di età, nel mezzo di questo deposito di gioielli storici. Nato negli ultimi dell’ 800, non possedeva, di serie, nemmeno l’impianto frenante.

Parrebbe che, dopo aver recentemente posto barriere e telecamere per impedire ai vandali di entrare indisturbati nel deposito, alcuni treni verranno recuperati come pezzi da esposizione nei musei dei trasporti pubblici.
Parrebbe.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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