Diversi anni fa’, in una località del Trentino, il comune pensò bene di chiudere tutti gli ospedali satelliti per creare un unico grande polo sanitario.
Il motivo? Sempre lo stesso: ridurre gli sprechi di una sanità pubblica che negli anni passati ha eroso l’economia statale e regionale con i suoi “grandi sperperi”, ma che adesso rimane sempre più carente di “ossigeno finanziario”.
Fu così che questo ospedale, addossato alla collina e composto da diverse strutture costruite in periodi differenti, venne abbandonato.

La nostra approfondita visita, quando ancora l’immobile era lasciato alla mercé di tutti, ha impiegato una mattinata intera, data la grandezza della struttura interna, e nonostante l’assenza di quasi tutto l’arredo, ci ha riservato qualche sorpresa.
Siamo passati prima dall’edificio dedicato ai reparti pediatrici, per giungere poi alla struttura più antica (e, oserei dire, alquanto particolare) che fungeva da ingresso principale. Come è visibile dalle foto in galleria, siamo riusciti a visitare anche la piccola cappella e la parte nuova della struttura.
All’interno si trovava anche un centro di riabilitazione con palestre e piscina, di cui resta ancora oggi qualche attrezzo del mestiere.

Da un paio d’anni il comune sta operando per un recupero e la zona è stata allarmata e sorvegliata. Un buon inizio per impedire ai vandali di operare indisturbati.

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Stefano Barattini
Stefano Barattini
Fotografo dal 1979, e grande amante di viaggi. Dal 1990 inizia la collaborazione con la rivista Mototurismo e in seguito Scooter Magazine. Attualmente ha trovato nell'esplorazione urbana il suo maggiore interesse. Ha pubblicato vari libri a riguardo, e collabora con alcuni progetti importanti, tra cui il suo gruppo "Manicomio Fotografico".

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