Era una bella giornata di sole della scorsa estate e, come spesso accade quando siamo in compagnia, avevamo impiegato tutto il tempo ad esplorare luoghi abbandonati. Dopo la nostra ultima visita, intorno alle 16, eravamo seduti sotto la tettoia della stazione degli autobus di un paesino, semplicemente a riposare e fare due chiacchiere. Non riuscivo a resistere alla tentazione di continuare, così tirai fuori il mio telefono iniziando a cercare sulle mappe di Google. Dopo 15 secondi di scansione dell’area trovai un tetto parzialmente crollato nel centro della città.

Ci fiondammo sul retro della casa e ci accorgemmo subito di come la natura se ne stesse completamente re-impossessando.
Dovemmo addentrarci nella giungla, facendo, con fatica, metro dopo metro. Dopo un sacco di sforzi, alla fine oltrepassammo la selva e trovammo facilmente l’entrata, abbastanza comoda, peraltro. L’intero isolato, infatti, era densamente popolato e, dentro a quella boscaglia eravamo praticamente invisibile. Una volta dentro ci si presentò una villa in condizioni piuttosto degradate, vandalizzata e rovinata dal tempo. Nel seminterrato da cui eravamo passati c’erano delle arcate e stanze piene di cianfrusaglie. Niente di speciale. Dopo 10 minuti di vagabondaggio nel seminterrato avevo temuto che si trattasse di una semplice casa vuota, e che tutta la fatica attraverso il giardino fosse stata vana.

Quando arrivammo ​​al piano terra, rimanemmo scioccati. C’era una specie di spogliatoio. Immaginavo si trattasse di una specie di negozio e che fossimo nella zona più rappresentativa. Dopo alcuni minuti uno dei miei amici urlò di eccitazione. Seguendo la sua voce mi ritrovai in una stanza bellissima.
Il vano era rivestita in marmo e il soffitto illuminato. Una cosa spettacolare. Nella stessa zona c’era una sauna turca con uno spioncino e un piccolo bagno. Dopo di che trovammo anche il bar, alcune sale lounge, salone di parrucchiere e le camere al piano superiore.
Il secondo piano era completamente crollato e non avevamo alcun desiderio di farci male. Accanto all’edificio scoprimmo pure una sala macchine che riscaldava l’acqua e produceva vapore: una vecchia centrale a carbone.

L’edificio versa tutt’ora in uno stato terribile e tutto è semi-distrutto o crollato. Ciò che avrebbe potuto avere valore è stato rubato a suo tempo.

Tornato a casa, feci alcune ricerche e scoprii che la struttura era stata costruita intorno al 1880, su stile tedesco. Era ed è davvero un’architettura strana per lo stile italiano. Fu usato come bagno turco fino alla fine del secolo quando dovette essere chiuso. Secondo numerosi indizi quel luogo avrebbe ospitato anche molti festini a luci rosse. Ho anche chiesto ad alcuni anziani. Nessuno ha detto nulla… ma per me tutto era chiaro, senza bisogno di parole.

Miha Krapez

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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di importanti reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di Davide Calloni, per poi prendere la sua forma finale con i ragazzi di SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti e ambiti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori urbani, giornalisti e fotografi sparsi in tutta Italia e nel Mondo.

Entra nella discussione Un commento

  • Avatar Lory ha detto:

    Buon pomeriggio,
    Sto studiando attualmente fotografia professionale e colpita dalla vostra pagina web mi chiedevo se state cercando collaboratori.
    Augurandovi una buona domenica e ringraziandovi per l’attenzione, cordiali saluti.
    Lory Busin

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