Disco Babaloo : vicino all’Hotel visitato dal ministro Salvini, un peggiore caso di Degrado

Piccolo indizio: aprì i battenti nel 2000, ma ebbe vita breve. La sua ultima stagione è stata quella dell’estate 2012.Considerata dagli esperti del settore e dai tanti frequentatori del mondo della notte come la più bella discoteca in Europa, addirittura superiore ad alcuni mostri sacri ibizenchi, questa perla fu costretta a chiudere per problemi economici: debiti contratti con la proprietà (a quanto pare mai pagati), oltre a costi di manutenzione esorbitanti.

Posso dire di essere probabilmente uno dei pochi marchigiani giovani a non avervi mai messo piede durante il decennio di apertura, vuoi per una sorta di pigrizia, vuoi per una personale  incompatibilità con il mondo delle discoteche e con il modello di divertimento che solitamente propinano. Posso però dire di esserci entrato di recente, da chiusa, e di averla trovata tremendamente affascinante. E’ partito come un tentativo del quale non avevo certezza, siccome non sapevo a che livello fosse l’abbandono del sito, ma supponevo che potesse essere semplicemente chiuso in via momentanea, quindi mantenuto e controllato.
Dalle immagini molti capiranno di che posto stiamo parlando.

Al nostro arrivo si palesa subito una situazione di degrado indicibile, degno di una puntata di “Inside Sabba” , con una coppietta intenta ad amoreggiare in auto proprio dinanzi al cancello della ex discoteca. Incuranti della loro intimità, decidiamo di parcheggiargli accanto e cercare un punto di accesso; inutile dire che pochi minuti dopo, i due amanti hanno deciso di levare le tende.

Il cancello, all’apparenza chiuso, è in realtà solo appoggiato e l’ingresso è immediato. Alla nostra sinistra si sviluppa la parte con le piscine, gli scivoli e le aeree esterne, alla nostra destra, l’accesso alla disco vera e propria, e anche qui nessun cancello ci impedisce di entrare. Un’auto della polizia che passa per la stretta stradina adiacente  ci distoglie dall’iniziare ad esplorare e porta alcuni dei miei compagni d’avventura ad innervosirsi ed uscire dal sito. Io decido in tutta tranquillità di continuare e inizio a scattare, fino a che, nella solitudine delle stanza interne incontro due poliziotti. Incuriositi dalla mia presenza, mi fanno un paio di domande, e poi, rassicurati dal mio faccino da bravo ragazzo e dall’attrezzatura fotografica, mi permettono (estendendo il permesso al resto del gruppo) di restare a gironzolare per far foto. Mi raccontano che il posto è stato preso d’assalto dai ladri e dai vandali e che ormai non c’è più nulla da rubare…e in effetti è proprio così.

L’esplorazione è molto lunga, essendoci un’enormità di sale tutte diverse tra loro, il piano sopra che costituiva il vecchio ristorante con centinaia di coperti disponibili, e l’enorme zona, di cui ho già accennato in precedenza, che comprendeva il “parco acquatico”.
Lo sfarzo di alcune sale è ancora percepibile e devo ammettere di aver provato una sorta di dispiacere nel vedere la famosa pista galleggiante di cui tanto avevo sentito parlare, ridotta in uno stato pietoso.

Come sempre ci troviamo di fronte ad un enorme spreco di denaro e di spazio, ma che vuoi farci? E’ comunque evidente anche a non addetto ai lavori quale il sottoscritto, che il posto ormai è “andato”, e non credo sarà mai possibile riaprirlo o riutilizzarlo senza spenderci una barca di soldi per rimetterlo in sesto.
I miei coetanei ci han passato le estati, in riva al mare e affacciati sul laghetto.
Immagino che in questo momento alcuni di loro possano avere il cuore ricolmo di tristezza al ricordo di un divertimento che non potrà più tornare, e una lacrimuccia starà solcando le loro guance…

Per il resto preferisco lasciar parlare le immagini…

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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di importanti reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di Davide Calloni, per poi prendere la sua forma finale con i ragazzi di SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti e ambiti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori urbani, giornalisti e fotografi sparsi in tutta Italia e nel Mondo.

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