In questo articolo descriverò un luogo suggestivo e fuori dal tempo : una delle pochissime stazioni ancora in disuso in Italia e nella quale, fino a qualche anno fa’, si trovavano parcheggiati vecchissimi vagoni fatiscenti.

La tratta che giungeva alla stazione fu aperta nel 1912 (all’epoca attraversata da locomotive a vapore).
Fu elettrificata negli anni ’20 a 2600v e negli anni ’50 a 3000v, fu interrotta nel ’43 per danni di guerra e fu riattivata nel ’46. I frequenti danni strutturali che interessavano i ponti di questa tratta portarono alla progressiva dismissione di quest’ultima e della relativa stazione: fu infatti più conveniente, in termini di costi, avviare un sistema di autotrasporti piuttosto che riparare o ristrutturare le infrastrutture della linea ferroviaria. Fu così che nel febbraio 1982 cessò il servizio viaggiatori e tra il 1983 e 1984 cessò il servizio merci. A partire da quegli anni la stazione divenne un “parcheggio” per rotabili. Per quasi 30 anni vagoni per trasporto merci, carri bestiame, carrozze (anche in legno con i posti a sedere dello stesso materiale) per passeggeri e due motrici (costruite nel 1924) sono rimasti totalmente incustoditi. La ruggine, il legno marcio, i vetri rotti dai vandali, le latte intrise di nafta smossero la rivista “il Centro” solo nel 2006, anno in cui fu pubblicato un articolo ove si descriveva e denunciava questo degrado. Niente da fare, tutto fermo.

Solamente nel giugno 2011 l’area fu sottoposta al sequestro della Guardia di Finanza per violazione delle norme in materia ambientale. Nel 2016 la zona è stata sgomberata dai vagoni e dalle traversine in legno. I rotabili sono ora custoditi nei depositi dell’attuale società T.U.A. alcuni per essere rottamati ed altri per subire un restauro conservativo ed essere poi esposti in un futuro”museo ferroviario”essendo il materiale stato giudicato di “interesse storico”

Il futuro della stazione?Dovrebbe far parte del progetto tram-leggero.
Una delusione per i fotografi vedersi privati di un sito così interessante ma il benessere dei cittadini e il progresso hanno sempre la precedenza.
La presenza di quei giganti di ruggine e legno marcio minacciavano l’ambiente e ma soprattutto la comunità.

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Ascosi Lasciti Abruzzo
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Fondatori della nostra sezione abruzzese sono i fotografi Valerio Fanelli e Christian Catinello. Esperti ricercatori, si occupano principalmente della propria regione, ancora poco conosciuta nel panorama urbex italiano.

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