“Vieni a conoscere l’Hotel Haludovo sull’isola di Krk in Croazia.”

È anche conosciuto come “l’Hotel del Peccato”.
La sua storia iniziò alla fine degli anni ’60 quando il famosissimo fondatore della rivista Penthouse Bob Guccione visitò l’isola di Krk e si innamorò all’istante della natura rigogliosa dell’isola e dei suoi dintorni. L’idea era di collegare l’ovest all’est e di creare un luogo per la ricca comunità. All’epoca il problema era che la Croazia faceva parte della Jugoslavia comunista governata da Tito. Solo dopo alcuni incontri nella villa del dittatore sulla vicina isola di Brioni, i due magnate giunsero ad un accordo. Guccione avrebbe investito 150 milioni di dollari e Tito gli avrebbe concesso i diritti sulla terra. Di contro, l’edificio sarebbe stato interdetto agli jugoslavi, come tutti i casinò e i “covi” degli stili di vita sontuosi che non si adattavano all’ideologia comunista.
L’epoca d’oro iniziò nel 1972 poco dopo l’apertura del resort.

Gli ospiti si affollavano a Haludovo, come mosche intorno al miele.
A quel tempo, l’industria del turismo non conosceva ancora il concetto di resort, quindi Haludovo era vista come una sorta di città alberghiera inedita. Il complesso fu progettato dall’architetto Boris Magaš, noto anche come il padre dello stadio Poljud di Spalato, e si poteva orgogliosamente affiancare ai più importanti edifici dell’architettura modernista in Europa. Oltre al casinò, c’era un campo da golf, una pista da bowling, un villaggio di pescatori, un bar. Nella gamma di attività, si poteva trovare un centro di bellezza con massaggiatrice pronta, piscine, spiagge, saune e un centro medico per i casi in cui lo stile di vita esagerato avesse preteso un dazio. Il luogo era inondato di opulenza e insegnava ai suoi ospiti l’arte di vivere: la gente banchettava con aragoste, caviale e champagne come se fossero acqua fresca. E non è, in questo caso, solo un modo di dire: una delle piscine dell’hotel era presumibilmente riempita di champagne, e anche se non ci sono foto per confermare la storia, si abbina perfettamente all’atmosfera del luogo. Ci atteniamo alla leggenda.

Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.  Tutto ciò, apparentemente, sarebbe dovuto essere accompagnato da camerieri e in abbigliamento formale.
Ma no, Guccione seguì in toto la linea provocatoria e assunse un esercito di animali domestici, giovani donne attraenti, le cui divise comprendevano solo un po’ più di tessuto rispetto a quello che indosseresti oggigiorno in spiaggia. Quelle che potremmo chiamare “souvrette” avevano corsetti senza spalline e gonne corte e arruffate; i loro capelli erano lunghi e lucidi, i loro volti sempre sorridenti. Nel seguente video della BBC girato nel 1972, il manager spiega che la maggior parte delle ragazze locali che hanno fatto domanda per il lavoro, temevano che la posizione avrebbe comportato …anche altre occupazioni. Ma questo non doveva accadere, ci si aspettava che fossero professionali, disponibili e amichevoli. Non ci sono “confessioni di un ex ragazza da penthouse“, ma non è impensabile che l’atmosfera rilassata e dissoluta potesse oscurare il codice di condotta.

Un tale stile di vita era assai difficile da mantenere, e dopo appena un anno, l’hotel era già sommerso dai debiti. Dopo aver investito 43 milioni di dollari (l’equivalente del 1970 degli attuali 250 milioni di dollari), Guccione presto fallì. Haludovo continuò comunque a funzionare per altri vent’anni, morendo infine con l’inizio della guerra di Patria nel 1991. All’inizio degli anni ’90, l’hotel era vuoto poiché nessun ospite straniero in regola sarebbe venuto in vacanza in una zona di guerra, quindi il posto fu trasformato in strutture ricettive per i rifugiati.

Miha Krapez

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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di importanti reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di Davide Calloni, per poi prendere la sua forma finale con i ragazzi di SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti e ambiti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori urbani, giornalisti e fotografi sparsi in tutta Italia e nel Mondo.

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