Il bello della mia attività, l’esplorazione urbana, è la scoperta.
Ma come si trovano questi posti, fragili e decadenti? Si può prendere e partire all’avventura programmando un tot di km da fare in auto, osservando dal finestrino e, in caso, fermandosi più volte. In queste situazioni è importantissimo fermarsi spesso, anche solo nei bar di paese, per chiedere informazioni.
Il ritrovamento può essere, dunque, del tutto casuale. Magari ci si trova in una località per studio, per lavoro, per un picnic o addirittura perché ci si è persi, ed ecco che si para davanti un ospedale abbandonato, un supermercato, un palazzo o persino un intero paese (come quello che andremo a descrivere).

Un altro modo per scoprire nuovi posti abbandonati può essere anche l’utilizzo intelligente del web, osservando da satellite, per poi fare un sopralluogo.
In genere chi scopre questi luoghi “fragili” decide di mantenere segreta la posizione o, al limite, di dare meno informazioni possibili.

Gelosia? Forse in parte si, ma questo gesto poco apprezzato serve più che altro a preservare i posti dall’azione di vandali,  sciacalli e improvvisati, ed a impedire a incoscienti ragazzini di esporsi ad eventuali pericoli.

Tutti i metodi di scoperta scritti finora possono essere, ahimè, bypassati attraverso vari mezzi.  Ed è proprio quello che è accaduto alla location di cui parlerò tra poco.
Io e i miei soliti compagni di esplorazione eravamo partiti dal non voler rendere pubblica alcuna informazione riconducibile al “dove” ma altre persone hanno pensato bene di non avere la stessa premura. Essendo tutto alla mercè del turismo di massa, ora, possiamo parlarne più liberamente.

La nostra (ri)scoperta abruzzese è un borgo medievale situato molto vicino alla città epicentro del terribile terremoto del 2009. Il paese fu esso stesso epicentro di una importante scossa di assestamento, qualche giorno dopo, con magnitudo 5.4.
Il sisma causò cinque vittime, oltre ad arrecare danni agli edifici ed al patrimonio artistico.
In realtà il paese aveva iniziato a spopolarsi molto prima del sisma. La presenza di alte montagne, in passato era garanzia di difesa da invasioni ma col tempo rivelò i suoi svantaggi : poche ore di luce al giorno, tempi lunghi di viaggio per raggiungere le comodità cittadine. Questo tipo di abbandono “progressivo” si mostra fotograficamente con arredamenti di stili ed epoche diverse.

Palazzi con stanze arredate negli anni ’40 affiancano veri appartamenti degli anni ’90.
Il grado di conservazione di alcune abitazioni è superbo mentre altre hanno risentito pesantemente del terremoto. All’interno di quest’ultime si trovano solo cumuli di macerie o mobilio sepolto da detriti.
Il resto lo racconta le fotografie che vi mostro in galleria…

Trovare e visitare il paese è un’esperienza molto coinvolgente che auguriamo a tutti, purché si limitino a “lasciare solo impronte e prendere solo emozioni”.

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Ascosi Lasciti Abruzzo
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Fondatori della nostra sezione abruzzese sono i fotografi Valerio Fanelli e Christian Catinello. Esperti ricercatori, si occupano principalmente della propria regione, ancora poco conosciuta nel panorama urbex italiano.

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