Solitamente mi annoto sulla mappa tutti i possibili edifici abbandonati, da verificare poi fisicamente.

E’ una fresca giornata invernale.
Dopo alcuni posti rivelatisi poco interessanti, decido di dirigermi da lei, questa grande villa di campagna.
Non ho la minima idea di come possa apparire. Essendo immersa nel suo enorme parco è impossibile vederla dalla strada.
Le sue origini sono molto antiche: fondata nel sedicesimo secolo come convento, nel 1800 fu acquistata da una importante famiglia, come residenza estiva.
Purtroppo non ho trovato notizie sul periodo e sulla causa di abbandono.

Percorro a piedi il lungo viale di accesso alberato, per circa 1 chilometro, e ne approfitto per fare ciò che tutti gli esploratori urbani amano: cerco di immaginare come potesse apparire questa imponente villa prima del suo lento declino.
Una volta arrivato davanti al suo perimetro, mi aspetta da superare un alto muro di cinta con un grosso portone.  Trovato un varco, noto quello che mi era stato riferito: purtroppo l’abitazione è già stata presa di mira dai ladri, ma non mi scoraggio e mi addentro.

Le prime stanze in cui mi imbatto non accendono particolarmente la mia attenzione. Sono spoglie e prive di arredi, ma poi arriva lui, un magnifico salottino con soffitto a volte completamente affrescate. Decori di un tenue color viola contrastato da un giallo ocra.  Colori abbastanza insoliti, tendaggi impolverati e vissuti alle finestre.
Proseguo salendo lo scalone principale e giungo in una grande camera da letto, anche qui il soffitto è completamente affrescato ma con decori e colori più convenzionali; in un lato, un caminetto su cui trovo alcune vecchie memorie. Studiandole, sembra di riportare in vita questi saloni.
Dopo un susseguirsi labirintico di stanzette pressoché vuote, arrivo in un’altra stanza alquanto interessante, contiene due letti ed è completamente dipinta e affrescata di colore blu.

Continuo al piano superiore, ovviamente, il meno conservato.
Qui iniziano a vedersi le conseguenze delle infiltrazioni. Muffa e crolli. Ci sono alcuni mobili ammassati e distrutti. Stanze vuote e mal conservate.
Con mia sorpresa trovo quello che probabilmente era uno studio. Qui tra le macerie e la polvere trovo alcuni documenti molto interessanti: una vecchia mappa geografica della zona che probabilmente indicava i possedimenti di famiglia e dei quotidiani di inizi ‘900. Ma la cosa più interessante sono i documenti e le corrispondenze provenienti da oltreoceano, sempre datate tra il 1900 e il 1920
Leggendole e vedendo i nomi delle firme inizio a rendermi conto della fama dell’uomo che abitava queste stanze

Era lo studio di un grande inventore e importante scienziato.

Leonardo Fazio

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Dusty Secrets
Dusty Secrets
Il progetto nasce esplorando minuziosamente le regioni del Piemonte e della Lombardia e affiancando "Ascosi Lasciti" negli spostamenti sul territorio italiano, ma i membri del team "Dusty Secrets" si spostano in tutta Europa raccogliendo l'interesse di chi svolge questa attività da molto tempo, tali sono le loro capacità individuali, la forza di gruppo e le abilità investigative. Mauro Amoroso alle foto, Christian Goffi ai testi e la collaborazione di Leonardo Fazio per le esplorazioni.

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