“Non starò a rimpiangere le rose appassite a una lieve primavera; mi è cara anche l’uva sui tralci a filari maturata su un pendìo.” Aleksandr Puskin

È davvero intenso il profumo dell’uva matura mentre attraverso i vigneti di questa magica Borgogna.
Lo vedo già in lontananza con la sua bella facciata ingentilita da un portico e un ampio terrazzo.
Il castello, con una pianta ad “H” e i saloni decorati da un famoso artista Italiano, fu costruito sui resti di un’antica fortezza nel 1830.  La sua ultima funzione fu probabilmente come edifico ricettivo. Poi abbandonato.
Ora appare ancora nel suo antico splendore sull’etichetta del vino prodotto nelle cantine adiacenti.

Si entra facilmente nell’edifico e subito vengo rapito dal suo fascino.
La cucina come quelle di un tempo, con le vecchie credenze, la grande cappa per il fuoco con i fornelli e il tavolo al centro. Alle pareti appesi ancora paioli pentole e tegami. Una pendola aggiunge maggiore fascino a questa prima stanza.

Nella biblioteca invece perdo totalmente la testa…senza rendermi conto che passano le ore a sfogliare antichi volumi stampati a mano del 1700, custoditi in un “cabinet de lecture” con la sua scala. Sembra di essere in un film.
Prima di raggiungere il primo piano incontro ancora un bel pianoforte a coda Erard….ma il meglio deve ancora venire!

Apro una porta e mi ritrovo in una stanza dalle pareti verdi, era lo studio del Colonnello, un colonnello stanco, in pensione, ultimo proprietario. Ancora le carte nei cassetti della scrivania, divisa e cappello riposti su di una sedia.
Esco dalla stanza pensando a quest’uomo e percorro un bel corridoio finestrato con un camino e dei divanetti alle pareti. C’è una grande porta. La apro e quando entro, ecco davanti a me un salone d’oro.
La luce del sole lo invade, le pareti ocra e oro, il parquet in legno pregiato e in un angolo un pianoforte a coda di grandissimo pregio. Dall’altro lato della stanza un bel camino con specchio e comode poltrone.

Le stanze, meravigliose, continuano a susseguirsi, una dopo l’altra, riservando sempre sorprese ed emozioni fra un altro bellissimo piano playel, letti a baldacchino e orologi fermi da tanto tempo, c’è anche un abito da sposa, che mi racconta silenziosamente la sua malinconica storia.
A volte sembra che gli oggetti parlino.
Ma questa è solo una mia sensazione…

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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