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Il Barone rampante

Da Febbraio 5, 2019 Maggio 18th, 2019 2 Commenti

Ci sono posti abbandonati che ti lasciano il segno.
Non so bene perché, ma questo è uno di quelli. Sottovalutato dai più.
Come da routine, accendo l’auto, parte la musica e imposto il navigatore per questa giornata di esplorazioni.

La meta del giorno è un’antica e bellissima villa nobiliare che ha sulle spalle un’intensa storia.
Situata in una piccola frazione, nella campagna, non è facile passare inosservati agli occhi attenti degli anziani del paese. Parcheggio l’auto a bordo strada, un centinaio di metri più avanti dalla mia meta e mi dirigo a piedi verso di lei.
Mi infilo nel giardino con molta velocità e cercando di fare il meno rumore possibile. Potreste pensare, perchè? Semplice: evitare inutili diverbi con il vicinato ed essere scambiato per malintenzionato.
Mi addentro tra le sterpaglie e le piante di un giardino incolto da decenni e dominato dalla fitta vegetazione di Agosto. Appena inizio a scorgere la villa, mi accorgo della sua estrema imponenza e decadenza.

Fatta erigere da un’ importante e nobile famiglia a inizi 900, presenta molti dettagli decorativi tipici dello stile Liberty. Una vera gioia per gli occhi!
Scorgo subito il varco in cui infilarmi per entrare. Mi arrampico e in un baleno sono dentro.
Vedo, davanti a me, pareti così belle da togliere il fiato.
Capisco di essere nella cappella privata : davanti a me si erga un piccolo altare marmoreo su cui si proiettano alcuni raggi solari filtrati da un tetto malconcio.
Uno stretto corridoio mi porta all’ingresso principale.

Alla sua destra ecco “l’attrazione principale” della villa: un magnifico salone che ospita la scala principale. Qui il legno regna sovrano. Ogni millimetro ne è rivestito, compresa la scala stessa. Questo “vano ligneo” è ulteriormente abbellito da un camino su cui è scritta la frase “Amicis quaelibet hora” ovvero “per gli amici non ci sono orari”. Sembra dirla lunga sul carisma dell’antico proprietario. Cosa completa il quadro di bellezza di questo salone? Una magnifica vetrata a cattedrale.

Quasi totalmente crollata. Purtroppo questa stanza versa in pessimo stato. Posso solo immaginare lo sfarzo e la bellezza di quando era tutto intatto.
Mi avventuro al piano superiore, con estrema cautela, passando per la scala di servizio, qui trovo una saletta da pranzo e alcuni mobili interessanti, accatastati quà e là.
Purtroppo gran parte del palazzo è inaccessibile, causa crolli.
Le notizie sul suo abbandono riportano al 1960 circa, alla morte della baronessa, ultima proprietaria che non lasciò eredi.
Fu una dimora molto frequentata dal panorama intellettuale : l’uomo che la abitò fu un importante bibliofilo, oltre ad essere uno stimato imprenditore e di nobile lignaggio. Tra le sue amicizie che fecero visita tra queste mura,  spicca il nome dei Savoia.

Il barone e la baronessa riposano in un austero mausoleo, anch’esso dimenticato, a pochi metri di distanza dalla loro tanto amata villa.

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Leonardo Fazio
Leonardo Fazio
Appassionato alla fotografia e dal fascino dei luoghi abbandonati fin da bambino. Negli ultimi anni ha unito queste due passioni iniziando ad esplorare principalmente antiche ville e castelli tra Italia e Francia, con il fondamentale supporto di Mauro Amoroso. Entrambi fanno parte dei Dusty Secrets con Christian Goffi.

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