Si dice che camminando nel bosco, sulla vetta di un colle dell’alta Toscana, sia possibile scorgere questa maxi-struttura abbandonata…o, per meglio dire, mai terminata!
Gli abitanti del posto parlano di un ospedale che avrebbe rappresentato il punto di riferimento sanitario per tutta la valle.
Voci infondate? Ovviamente. In un mondo in recessione, che rincorre la crescita, la corsa al risparmio sulla Sanità ha portato alla chiusura di numerose strutture riabilitative e diagnostiche pubbliche, più che all’edificazione di nuovi impianti.

Giunti sul posto, dopo ore di ricerca, quello che troviamo è lo scheletro spolpato, o, per meglio dire “l’embrione mai nato e abortito”, di un progetto turistico e NON sanitario. Un gigantesco Hotel. Proprio qui, disperso nel nulla, in un luogo facilmente catalogabile come “dimenticato da Dio,” senza il minimo afflusso turistico.
Centinaia di stanze in cemento. Qualche porta, asciugacapelli e letti senza materasso. Niente più. Giusto una grossa piscina divorata dalla vegetazione, una roulotte e un paio di automobili abbandonate.
Un enorme spreco di denaro, il classico teatrino montato ad hoc per percepire incentivi economici regionali o statali (in alcuni casi, persino europei), per poi “chiudere baracca”, dichiarando il fallimento, e scappare col “maltolto”.

Proseguendo nel bosco, attraverso un sentierino ritagliato fra muri di rovi, dopo venti minuti buoni di cammino, si trova lei: una grossa villa a due piani. Lo stagno antistante raccoglie acqua putrida, il gazebo fagocitato da un’edera non più curata e che, in principio, sarebbe dovuta essere solo ornamentale.
L’abbandono della struttura, che ad un primo sguardo farebbe più pensare ad un B&B che ad una villa, tale è la sua grandezza, risalirebbe a poco meno di dieci anni.
Uno dei motivi più probabili parrebbe essere il cedimento del perimetro sulla sua porzione ovest, in corrispondenza della camera da letto.  La posizione defilata dell’abitazione, lontana da qualsiasi centro abitato, avrebbe ulteriormente sfiduciato i proprietari a ristrutturare i muri portanti.
L’ipotesi ci viene confermata dai “vicini” di casa. Anche se parlare di “vicini” sarebbe improprio: per raggiungere la loro abitazione abbiamo impiegato altri 10 minuti di cammino.

Tre bagni totalmente monocromatici, di colori diversi, tre saloni, cinque camere.
L’impressione è che i proprietari facciano visita saltuaria all’edificio. Ma gli sciacalli e i vandali hanno già fatto bene il loro lavoro….

Con la collaborazione di Irene Russi

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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