Castelpoto è un borgo medievale che riposa solitario su un’altura della Campania. La torre-orologio del palazzo ducale segna il confine del paese fantasma: le lancette sono ferme, quasi a sentenziare l’estinzione dell’antico centro (proprio come quello di Senerchia, clicca qui per l’articolo).

Castelpoto è anche un comune di milleduecento abitanti, adiacente al borgo storico. Ugualmente antico, nasconde nell’abitato diversi edifici abbandonati, che lo rendono di fatto, a sua volta, quasi un paese fantasma.

Castelpoto, dunque, è per tre quarti un paese abbandonato.

Prima del definitivo spopolamento, la metà oggi completamente evacuata ha resistito a diverse sciagure. Afflitto da un’epidemia di peste nel Seicento, qualche decennio più tardi Castelpoto patì gli effetti di un grave terremoto. Nell’Ottocento fu la volta del colera, quindi durante la seconda guerra mondiale subì un bombardamento che causò diverse vittime. Infine, i colpi di grazia vennero dati da due tremendi sismi, nel 1962 e nel 1980, che mandarono in rovina l’antico agglomerato di case.

Gli appassionati di “ghost town”, di solito, superano il centro abitato puntando direttamente il borgo al di là del palazzo ducale, che è il punto più lontano da raggiungere a piedi, perché adagiato su un fianco dell’altura.

Superata la torre dell’orologio ci si ritrova immediatamente a percorrere l’intreccio di vicoli, ormai ricoperti di muschio ed erbacce, la cui struttura risale alle dominazioni longobarde e normanne, sebbene alcune iscrizioni e reperti rimanderebbero la fondazione del centro fino all’epoca sannitico-romana.

Sono poche le abitazioni che ancora contengono oggetti: vecchi televisori, quaderni e libri, arredamento distrutto, oltre ai soliti camini in muratura. Un viale fiorito accompagna la passeggiata panoramica sul fianco del paese, e passando si scorge un ambiente che doveva essere un pollaio, di cui restano le gabbie ormai vuote. Risalendo verso il centro, ecco altre case ancora arredate, una scuola (inaccessibile), una cantina.

Ma chi non ha fretta, già nella parte abitata di Castelpoto, può notare diversi segni di abbandono. Alcune case sono carcasse vuote, altre belle villette ben chiuse. Un enorme edificio accoglie chi raggiunge il paese in auto, e dalle cantine ai piani superiori è una vera e propria miniera per l’urbex d’interni, sebbene sia ormai in condizioni prossime alla rovina.

A ben guardare, sono tante le case visitabili e, se già gli esterni sono affascinanti, al loro interno nascondono diverse sorprese: belle, come un vecchio biliardino impolverato, meno belle, come una scritta inneggiante al fascismo.

Dopo due ore d’immersione in spazi muti e immobili, ritrovarsi d’improvviso risucchiati in una festa di paese, passando per la piazza centrale del centro abitato, è stato in qualche modo straniante, ma anche un necessario ritorno alla realtà prima di lasciare queste montagne e ridiscendere a valle, verso la città.

Rating: 5.0/5. Dai voti3.
Attendere....
Lorenzo Jedermann
Lorenzo Jedermann
Docente universitario e giornalista pubblicista, la passione dell'esplorazione è sbocciata da piccolo con l'illuminante visione del film 'I Goonies'.
Oltre a far parte del team di 'Ascosi Lasciti', ha un progetto personale che si occupa dell'architettura fantasma in Campania, chiamato 'Derive Suburbane'.

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.