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FRANCIA urbexREGGE e CASTELLI abbandonati

Il grammofono rosso

Articolo di Aprile 23, 2019Maggio 11th, 2020Nessun commento

“Il tempo è come una puntina di grammofono che grazie ai solchi del viso ci fa ascoltare il suono dei ricordi.”

In un piccolo villaggio della Borgogna, dietro ad un possente cancello arrugginito, un tempo smaltato di bianco, giace dolcemente addormentato un bel castello.
Due belle torrette svettano fra abbaini e comignoli di un tetto d’ardesia.
Il giardino selvaggio è contornato da un muro altissimo, sotto lo sguardo di un paese curioso dove non si vede nessuno, ma tutti vedono te. E’ scoraggiante.
Salto da quasi 4 metri, in pieno stile “Tarzan”, aggrappato ad un esile albero che mi porta dall’altra parte, pur lacerandomi la mano abbastanza profondamente…ma a volte, il prezzo da pagare è anche questo!

Una finestra aperta sul retro mi porta direttamente nel cuore della dimora.
Il grande salone di rappresentanza con l’ingresso per gli ospiti è incorniciato da pesanti tende di damasco rosse che separano in due parti la stanza, lasciando posto  anche ad un tavolo da biliardo antico. Divanetti, una stufa in maioliche e un bel tappeto Aubusson completano la stanza. Favolosa!

Da un lato si apre la sala da pranzo dove purtroppo il tavolo non c’è più ma rimangono ancora le credenze ed una stufa classica di rara bellezza. Dal lato opposto della sala biliardo si apre un grande salotto con camino di marmo, pregiate poltroncine e un pianoforte che ha visto giorni migliori. Poi eccolo, sulla mensola del camino, un grammofono rosso. Non se ne vedono spesso, sono così nostalgici e ti portano davvero lontano nel tempo…
Un piccolo corridoio buio porta ad altri due vani della dimora, ed è qui che il degrado dell’edificio si fa vedere: i soffitti sono già corrosi e in parte crollati in queste stanze parzialmente arredate; le ultime abitate di chissà quale anziano proprietario.
I piani superiori purtroppo spengono la grande emozioni degli ambienti del pian terreno siccome quasi totalmente vuoti, se non per qualche vecchio cimelio e la stanza padronale con il letto matrimoniale. È come se l’ultimo abitante del castello in età avanzata avesse venduto arredi e tendaggi dei piani superiori che non usava più…rimarrà un mistero siccome di questo luogo le informazioni storiche non si trovano.

Faccio fatica ad andarmene. Il pensiero del muro alto che mi separa dall’uscita mi angoscia.

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