Skip to main content

Liberazione. Liberazione d’Italia. Liberazione dall’oppressione dittatoriale; dal pensiero unico e dalle atrocità commesse all’apice della follia di regime. Per alcuni, oggi, trattasi di un semplice “derby tra comunisti e fascisti “, eppure sino a pochi anni fa’ la sua celebrazione è stata prassi ovvia per tutti i governi, da quelli di sinistra a quelli più apertamente di destra.
Da Berlusconi a Berlinguer. Da Colombo, passando per Cossiga e poi Conte. Infine, oggi, con Draghi.
Tantissimi sono gli edifici inaugurati dal duce, poi abbattuti in tempi moderni.  Alcuni restano abbandonati al degrado, altri sono stati recentissimamente riqualificati. Noi che giriamo l’Italia per esplorare i luoghi abbandonati, abbiamo trovato tante strutture razionaliste del ventennio nazionalsocialista. Vediamone dunque le principali, un tempo simboli del buon funzionamento del Regime ed oggi della sua caduta.
Ecco a voi i 5 edifici fascisti oggi decadenti o la cui funzione è stata completamente capovolta.

Obbedire!

V) EDIFICI SCOLASTICI : COLONIA FARA

Liguria. Apriamo questa classifica con uno dei più iconici edifici fascisti.
Il Regime passava per l’istruzione unica, l’obbedienza, da edifici come questo. Intitolata alla memoria di un generale e politico patriottico di fine ‘800, colonia Fara nasce come edificio fascista per i soli ragazzi, sotto commissione del partito di Mussolini.
Alla sua inaugurazione non mancò il camerata Benito in persona,  per cui i piccoli neo-ospiti incisero (di certo non spontaneamente) una scritta in suo onore (Viva Il Duce!) visibile sul piazzale sottostante fino a pochi anni fa, prima della sua attuale riconversione: 18 appartamenti, un hotel a 4 stelle con 35 camere e un ristorante collocato allo spazioso pianterreno.
Insomma, da colonia ad albergo. Dall’indottrinamento di soli bambini (e qualche adulto) allo svago di soli adulti (e qualche bimbo). Funzione capovolta: fai click qui per saperne di più. 

Credere!

IV) EDIFICI RELIGIOSI : CONVENTO E OSPEDALE CATTOLICO

 Emilia-Romagna. Complesso fu il rapporto della Chiesa cattolica con il Fascismo. Ai suoi inizi, il movimento di Mussolini era apertamente anticlericale, infatti il il giudizio della Chiesa fu estremamente duro: «Il Fascismo ha lo spirito di violenza del socialismo… superandone le prepotenze, le uccisioni, le barbarie».
Tutto cambiò quando Mussolini assunse definitivamente il comando e, per consolidare il suo controllo, scelse di affiancarsi al potere spirituale, stanziando grossi fondi per gli Alti Vertici Cattolici e firmando gli accordi del Laterano. Da allora, il primo dei motti fu proprio “credere“.
Grazie a questi investimenti, nel 1936, fu lo stesso duce a inaugurare la seguente struttura, appena fuori da una cittadina dell’Emilia, che comprendeva un ospedale gestito da suore e un convento.
Oggi, in stato di totale abbandono, è formata da due padiglioni operativi, riutilizzati come clinica privata, e un terzo che giace lì, in cerca di un investitore. L’ultima asta è andata deserta.
Fai click qui per maggiori informazioni.

Combattere!

III) EDIFICI MILITARI : INDUSTRIA BELLICA

edifici fascisti

Emilia-Romagna. Il più importante dei tre dogmi : combattere. Il Fascismo, ovviamente, non era nato come ideologia guerrafondaia. Questa è stata l’inevitabile conseguenza del suo spirito nazionalista, spinto sempre più all’estremo. Interessi economici mascherati al popolo sotto forma di patriottismo.
Ovviamente l’industria bellica vide un grosso boom.
Tra queste, quella che vi mostriamo in foto, datata anni ’30 e nata come simbolo dell’infallibilità del regime fascista, si occupò dapprima di trimotori da addestramento e poi, con l’inizio della guerra, finì per costruire modelli bellici.
Nel dopoguerra e con l’occupazione nazista la produzione venne spostata al nord e questa fabbrica fu adibita ad coltivazione di funghi, per poi venire chiusa e abbandonata.
Storia e info qui.

..anche "Rifocillarsi"..

II) EDIFICI RICREATIVI : CASE CHIUSE

Friuli-Venezia-Giulia. Uno dei temi che stanno tornando nelle bocche dei politici italiani è quello delle cosiddette “case chiuse”, edifici fascisti per eccellenza. Quasi un paradosso per le politiche proibizioniste e filo-cattoliche dell’epoca, eppure in perfetta linea con l’idea di virilità del perfetto cittadino-soldato. Combattere lo sfruttamento della prostituzione e fare cassa si qualcosa di molto difficile da gestire, volgendola a proprio vantaggio: questa era ed è l’idea di fondo, giusta o sbagliata che sia.
Ma torniamo all’edificio in sé. Costruito intorno al 1880, su stile tedesco, fuori da ogni canone d’architettura italiana, esso era in origine adibito a funzioni di ristoro: bagni, area benessere, vasche termali. Fu riqualificato in periodo fascista per adibirlo, per l’appunto, a “casa chiusa”. Per saperne di più, clicca qui

...ma alla fine Resistere!

1) EDIFICI OCCUPATI DAI PARTIGIANI : COLONIA DI ROVEGNO

Liguria. A chiudere la classifica degli edifici fascisti in rovina, un edificio “simbolo di ribellione”. La colonia fu costruita seguendo tutti i canoni dell’architettura razionalista tipici del periodo fascista.
Ospitava bimbi da ogni dove e impartiva i dogmi del regime.
Negli anni successivi alla Guerra, fu uno dei punti più strategici per la riconquista del territorio, da parte dei partigiani, e venne occupata proprio da quest’ultimi per imprigionare i soldati mussoliniani. Oggi cade totalmente a pezzi. Ma ciò che non si può distruggere è la sua cruenta storia. Tra le sue stanze vennero fucilati e sepolti in fosse comuni tutti i “nemici” tenuti segregati. Un abominio.
Uno dei “falli scomposti di reazione” messi a punto dai nostri ribelli per “bilanciare” le crudeltà fasciste e spaventarne le truppe. Un’azione da cui comunque è giusto prendere le distanze, qualunque sia il pensiero di fondo, ma da ricordare assieme a tutte le atrocità commesse nel nostro passato.
Storia e foto qui.

e soprattutto, non dimenticare.

Se questi edifici fascisti hanno stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di tutti i luoghi abbandonati italiani.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supportaci e tesserati alla nostra associazione. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, e sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio.

(Visited 1.775 times, 1 visits today)
Rating: 4.4/5. Dai voti13.
Attendere....