Niente festa senza il lavoro: 8 fabbriche dismesse che hanno scritto la storia italiana

Da Maggio 1, 2019 Maggio 4th, 2019 SPECIAL EDITION 💣

Il 1° maggio celebra la Festa dei lavoratori, e ricorda le lotte operaie per i diritti sul lavoro, in particolare per la riduzione degli orari lavorativi: se oggi la norma prevede ‘solo’ otto ore di produttività giornaliera, lo dobbiamo al sudore e al sangue di chi si è battuto per rivendicare condizioni più umane sul posto di lavoro.

La nostra Costituzione, d’altra parte, dedica il suo primissimo articolo a questo aspetto: è sul lavoro che è fondata la nostra Repubblica democratica. Eppure, proprio l’archeologia industriale testimonia una triste storia: la dismissione delle fabbriche e delle industrie sul suolo italiano ha significato l’improvvisa disoccupazione e la perdita di basi di sopravvivenza e prospettive future per migliaia, forse centinaia di migliaia di famiglie italiane.

A volte dimentichiamo la storia socio-economica di questi luoghi abbandonati, che oggi appaiono come una meta a dir poco allettante agli occhi dei cacciatori di esplorazioni urbane.

Noi di Ascosi Lasciti abbiamo rintracciato e visitato decine e decine di opifici dismessi, ed oggi proponiamo una classifica delle 8 fabbriche più interessanti tra quelle abbandonate sul suolo italiano. Ma non si tratta soltanto di ammirare macchinari e strumentazioni vecchie di decenni: abbiamo scovato luoghi a dir poco insoliti, e all’interno di questi colossi di cemento armato e metallo abbiamo trovato sorprese di ogni tipo. Non resta che cliccare sulle foto per leggere gli articoli e condividere le nostre scoperte!

 

CLASSIFICA

8) LAZIO: LA FABBRICA DEGLI ARTISTI

Sembrerebbe un inizio ‘off-topic’, e invece è un magnifico esempio di trasformazione dello spazio urbano inutilizzato: una fabbrica di penicillina è diventata un vero e proprio museo pubblico di street-art.

7) SARDEGNA: L’URBEX E I SUOI RISCHI

Un ambiente perfetto per i dettagli fotografici: l’opificio abbandonato è stato abbandonato di recente e conserva le tracce del lavoro interrotto da pochi anni.  Un’esplorazione imprevista ed esaltante… terminata con una brutta sorpresa: due pattuglie di Carabinieri!

6) LOMBARDIA: LA FABBRICA DI TESSUTI

vestiti per l'anima - speciale urbex- fabbriche abbandonate

Uno scenario davvero insolito per l’urbex archeologico-industriale. Non solo macchinari, lamiere, tubature, metallo: all’interno di questa fabbrica tessile si nasconde un’immobile popolazione di sagome umane.

5) SICILIA: NON UNA FABBRICA…UNA MINIERA!

Quando crediamo di aver visto ormai qualsiasi tipologia di luoghi abbandonati… ecco spuntare una miniera. Scoperta nell’entroterra siciliano, questa struttura serviva per l’estrazione di sali alcalini misti, prima di cessare la propria attività per motivi ancora sconosciuti.

4) CAMPANIA: LA FABBRICA DEL VETRO

Una fabbrica di lastre di vetro che un tempo restituiva speranza in una zona depressa, costruita su un’immensa area industriale, ormai completamente dismessa. Oggi non è che un rudere dall’architettura imponente e ricca di fascino, ma pericolante e velenoso per l’ambiente.

3) EMILIA ROMAGNA: IL MANGIMIFICIO DISMESSO

Avete mai sentito parlare di mangimifici? Ebbene sì, esistono anche fabbriche di mangime per bestiame. Ma la particolarità di questa esplorazione non è data solo dal tipo di industria: le foto rivelano un’incredibile quantità di dettagli, da celle frigorifere a quadri elettrici e centraline, da veicoli per spostamento di carichi pesanti a file di provette e ampolle. Tutto ancora intatto, guardare per credere!

2) LOMBARDIA: INDUSTRIA FARMACEUTICA E SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Sul secondo gradino del podio un’esplorazione più unica che rara, di un luogo che non può che mettere tristezza: si tratta di un’industria chimico-farmaceutica con laboratori di sperimentazione su cavie animali. Le foto sono davvero sorprendenti, ma non possono lasciare indifferenti neppure i meno sensibili sulla questione animalista.

1) LOMBARDIA: CEMENTIFICIO O MONUMENTO?

Al primo posto della classifica si piazza un capolavoro architettonico la cui vista può mozzare il fiato: un cementificio che già dagli anni Ottanta è sottoposto a vincolo architettonico. Lasciamo parlare le foto per descrivere la bellezza di questa fabbrica abbandonata.

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Lorenzo Jedermann
Lorenzo Jedermann
Docente universitario e giornalista pubblicista, la passione dell'esplorazione è sbocciata da piccolo con l'illuminante visione del film “I Goonies”. Il fascino della scoperta si è riacceso in età adulta e si è tradotto in una ricerca metodica e incessante di luoghi abbandonati. Il suo progetto derivesuburbane.it si occupa dell'architettura 'fantasma' in Campania.

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