LOMBARDIA urbexPALAZZI, VILLE e CASTELLI abbandonati

Ultime note nella capsula del tempo

Da Maggio 26, 2019 6 Commenti

Sfruttando il periodo di stop offertomi dalle festività, decido di riprendere con le esplorazioni urbane, dopo diverso tempo di inattività.
Per recuperare il tempo perso, mi sono chiesto: “Come fare per tornare nel passato?”
Escludendo opzioni fantascientifiche, ho riflettuto sulle cosiddette “capsule del tempo“, reperibili solo con i metal detector, dal sottosuolo.
Di cosa si tratta? Cofani metallici sigillati, nei quali vengono inseriti oggetti di uso comune, fotografie e ricordi di qualsivoglia natura, per essere recuperate dallo stesso proprietario o dalle generazioni successive, a distanza di decenni.
Nell’esplorazione urbana, la sensazione che si ha nel varcare la soglia di alcune abitazioni abbandonate, è proprio quella. Specialmente quando si esplorano ville ricche di suppellettili.

La dimora che oggi sono qui a presentarvi può essere considerata una vera “capsula del tempo”.
Questo, nonostante il passaggio dei ladri e la data d’abbandono, non proprio recente. Dalle riviste e dal tipo di mobilio, suppongo che i proprietari abbiano lasciato incustodito l’immobile da almeno vent’anni.
L’esplorazione comincia attraversando uno splendido parco incolto con piscina che porta all’atrio della villa, la quale ci accoglie subito con uno stupendo salone decadente. Uno splendore unico: mobilio d’epoca e, tra tutti gli oggetti, spicca un prezioso pianoforte.
Attraversando il caos della cucina raggiungo il cortile interno ,da cui poi si arriva ad altri spazi ancor più suggestivi. (Date un’occhiata alle foto!)

Nella seconda ala della villa si trova un salone in stato di conservazione decisamente migliore, con un’altro meraviglioso pianoforte.
Sempre qui, giacciono alcuni vecchi tomi cartacei ed una macchina da scrivere modello “Olivetti 82”.
Negli altri vani della stessa ala, si trovano anche stanze da letto messe a soqquadro. Nonostante la confusione, l’occhio gode di alcuni pregiati scorci, dai decori sui soffitti, passando ai fastosi arredi.
E poi crolli, calcinacci, crolli, pietre, muffa e crolli ancora.
Insetti, infiltrazioni.
Nulla più.

Della storia di questo luogo, purtroppo, non sono riuscito a trovare nulla.
Né di chi l’abitò, né del perché abbia lasciato l’immobile all’incuria più totale.

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Christian Goffi
Christian Goffi
Uno tra i più giovani esploratori urbani italiani e membro fondatore del gruppo "Dusty Secrets" assieme a Mauro Amoroso e Leonardo Fazio, Christian copre il territorio del centro nord italiano e si diletta ad esplorare nel sud Europa.

Entra nella discussione 6 Commenti

  • Avatar Angela ha detto:

    Buongiorno,complimenti per le tue fotografie! Io stavo cercando luoghi con pianoforti abbandonati in Lombardia, per un progetto artistico sugli strumenti musicali, è possibile per caso farmi sapere le coordinate del luogo? Grazie comunque

  • Avatar El Santo ha detto:

    Molto bello il lavoro che fai, descrivi molto dettagliaatamente la tua esperienza. Purtroppo però, come ben saprai, una esplorazione del genere, di posti abbandonati e lasciati al tempo, é un qualcosa di molto personale. Va vissuta in prima persona per poterne comprendere a pieno ció che é stato e ciò che ne é rimasto, per captarne le energie residue, per sentirne gli odori, i riverberi, vederne i colori e calpestarne i pavimenti. Non condividendo le locazioni dei posti che visiti, ma soltanto le foto, da un mio punto di vista é un lavoro a un quarto. Infatti se ti leggiamo é perché condividiamo la tua stessa passione, e anche a noi piacerebbe immergerci nelle atmosfere surreali nelle quali ti sei ritrovato te. Spiegami bene, dunque, la tua etica da cosa dipende: forse credi che essendo di pubblico dominio le persone possano vandalizzare tutto? E perché dovrebbero? Rubare, rompere, imbrattare? Son cose che hai fatto tu? Ne dubito fortemente, sicché questa etica mi é poco chiara. Ti prego, svelaci le radici di questo pregiudizio informativo nei confronti di persone con la tua stessa passione. Con affetto

  • Avatar Lela ha detto:

    Io conosco perfettamente la storia di questa casa, per anni l’ho guardata solo dalla finestra con lo scorcio del pianoforte e il tavolo rotondo. È un posto speciale per me.

  • Jonathan Della Giacoma Jonathan Della Giacoma ha detto:

    Ciao Lela, a me farebbe piacere conoscere la storia di questo bel luogo, se me la vuoi raccontare contattami in facebook o per e-mail.
    Sarò felice di ascoltarti. A presto.

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