Arte industriale, la potremmo definire.
Numerosi specchi d’acqua, separati da sottili strisce di terra, formano una vasta scacchiera irregolare che costeggia la strada provinciale.
Queste vasche d’estate si tingono di rosa, arricchite dalla presenza di numerose specie di uccelli, tra i quali l’airone, l’alzavola e soprattutto fenicotteri rosa.
Cornice perfetta per la nostra prossima esplorazione urbana.

Oggi ci troviamo a visitare un piccolo gioiello di archeologia industriale.
Fu realizzato tra il 1935 e il 1936 per i Monopoli di Stato, il magazzino di Sofisticazione Sali, progettato da uno dei più geniali modellatori di cemento armato dell’epoca, Pier Luigi Nervi.
Un maestoso edificio lungo 62 metri, largo 22, che raggiunge quasi i 16 metri di altezza.
Attivo sino al 1975, perse le sue connotazioni originarie dopo l’ampliamento del corpo fabbrica.
Dagli anni ’80, la chiusura e l’abbandono della struttura.

Entrarvi non è facile come pensavo.
Nonostante la struttura sia da tempo abbandonata, camion e operai circolano in zona, data la presenza del nuovo magazzino nelle vicinanze.
Cammino, costeggiando le vasche ma la struttura è circondata da recinzioni inaccessibili e, proprio quando sto per darmi vinta, noto un gran bel punto d’accesso: un cancello spalancato!
Felicissima di non dovermi nemmeno sottoporre allo sforzo di scavalcare, entro.

Numerosi portoni in legno, sfondati da intere montagne di sale, catturano la mia attenzione. Così perdo ore a scattare foto.
Continuo a camminare, entrando nei vari stabilimenti, fino ad arrivare al fulcro principale.
All’interno la struttura è composta da 12 archi catenari, la cui forma ricorda proprio quella delle montagne di sale che avvolgono le basi degli archi.
Dalle finestre superiori il sole penetra e riflette i suoi raggi, creando uno splendido gioco di luci e forme.

Continuo a gironzolare nei vari magazzini: ragnatele ed attrezzi arrugginiti sono le uniche cose rimaste.
Un Profondo senso di incompiutezza pervade il mio stato d’animo. Non so il perchè. Non mi era mai successo esplorando altri edifici abbandonati.
Incompletezza che si ripercuote nei miei pensieri e nelle mie parole.
Una bellissima insoddisfazione malinconica.

Splendida, canzone a metà.

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Rosa Anzalotta
Rosa Anzalotta
Da sempre affascinata dai luoghi abbandonati e dall’idea del loro vissuto, un bel giorno ha deciso di entrarci, anziché ammirarli solamente dall’esterno. Scoprendo così l'esplorazione urbana. Pugliese dalla nascita, si occupa di documentare al meglio l'architettura "sommersa" della sua regione.

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