Era la scorsa pasquetta. Queste sono le festività che più mi piacciono : la giornata dei pranzi in casa o al ristorante, la giornata delle gite e delle braci fumanti e, perché no, una giornata da dedicare all’esplorazione urbana.
Quando la passione per questo genere fotografico è così grande, si è in grado di rinunciare anche ad una bella grigliata o, nel caso di noi abruzzesi, ai succulenti arrosticini.

Partiamo direzione Marche. Obiettivo? Raggiungere i nostri compagni-colleghi e unirci a loro per fotografare una spettacolare villa abbandonata scoperta da poco.
La dimora, che si sviluppa su due piani, è immersa in un parco caratterizzato da palme atipiche, dotate, non dei classici tronchi che le caratterizzano, ma di fusti cilindrici simili a quelli dei baobab.
Entriamo nella villa abbandonata sgattaiolando da una finestrina stretta, spalancata, e la prima stanza che ci si presenta davanti agli occhi parrebbe una sala da lettura, caratterizzata da comode poltrone in pelle e da lunghissimi scaffali pieni di libri. Il tutto coperto da centimetri di polvere e macchie di muffa.
Proseguendo nell’esplorazione ci troviamo a fotografare 3 camere da letto di cui una riccamente arredata ed affrescata e le altre molto più sobrie. Uno dei due bagni presenta una interessantissima vasca in pieno stile “anni ’60”.

L’esplorazione viene momentaneamente interrotta dal rumore di passi e voci provenienti dall’esterno.
Affacciandoci furtivamente, notiamo che la visitatrice è di nostra conoscenza.
Spesso accade di incontrare altri fotografi durante le esplorazioni. Solitamente ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere, ci si rassicura a vicenda e si continua a scattare fotografie.
Caso vuole però, che nella nostra specifica situazione, ci sia particolare confidenza con questa ragazza. Sta entrando dalla stessa finestrella da cui siamo entrati noi…decidiamo di giocarle uno scherzo!

Ci affacciamo improvvisamente.
Lei non ci riconosce e fugge a gambe levate, perdendo anche il telefono. Lo recuperiamo. Ridendo, la inseguiamo per tranquillizzarla.
Il finale della vicenda ve lo sveliamo alla fine dell’articolo.

Continuiamo l’esplorazione: l’arredamento è scarno ma gli stupendi affreschi che riproducono scene di caccia, la preziosa carta da parati, le porte decorate con lo stemma di famiglia, rendono questa stanza un vero gioiellino, la “ciliegina sulla torta” che mancava a questa dimora abbandonata.
Attraversato un ambiente caratterizzato da un’ imponente libreria e da antichi ritratti dei proprietari, giungiamo in un enorme salotto completamente affrescato.

Volete sapere cosa sia successo alla ragazza?
L’abbiamo inseguita per rassicurarla ma, una volta incontrata,  ha negato la nostra versione, fingendo di aver mantenuto la calma.
Non abbiamo controbattuto.
Fissando ogni piega d’espressione paonazza del suo volto sorpreso, le abbiamo riconsegnato il telefono perso.

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Christian Catinello
Christian Catinello
Nato a Pescara nel 1981. Da sempre affascinato dai luoghi abbandonati, iscritto all’Aternum Fotoamatori Abruzzesi e socio FIAF, Christian organizza varie mostre a Pescara, presso il museo Archeologico Savini a Teramo, al museo Ex Aurum, all’aeroporto di Pescara e allo Stripe and Architectural Festival a Fermo.

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