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Sentinelle in piedi

Da Giugno 17, 2019 Agosto 30th, 2019 Nessun commento

Alcuni anni addietro, avevo sentito parlare di una “casa stregata”.
Il suo giardino era meta nota di scorribande di giovani in cerca di angoli nascosti. E qualche sensazione strana mi aveva tenuto lontano dal desiderio di esplorarla.
Dopo anni, mettendomi alla ricerca di luoghi interessanti da esplorare nella mia regione, varie notizie mi riconducono alla stessa villetta.
Decido così di oltrepassare i confini, sia della mia mente che del giardino dell’edificio, per avventurarmi nei segreti di quelle quattro mura.

L’edificio, a pianta quadrata con facciata simmetrica, fu edificato nel 1898. Di recente, sono stati riscoperti gli affreschi e alcuni studiosi li attribuiscono ad un noto pittore toscano, esponente dello stile “Liberty”.

L’immobile si trova al centro del terreno: il varco per entrare è una stretta porta a vetro; la forte curiosità mi spinge a scoprire che quei pochi centimetri di apertura tra polveri a calcinacci conducono in luogo tanto svuotato di ogni arredo, quanto incantevole.
Noto subito che la distribuzione delle stanze è simile a quella di tante altre ville dello stesso periodo storico.
Dopo aver perlustrato le vuote e buie stanza del piano terra, salgo le scale e qui faccio il mio incontro.

Eccole qui, le due “sentinelle in piedi” dipinte sulle pareti del salone centrale.
I fasci di luce che entrano sottili dalla persiane rendono questo quadro ancora più onirico, come se fossi al cospetto di due veterani custodi del tempo.
Tanti sono gli aneddoti bizzarri che circondano la fama dell’edificio, alcuni di questi riguardanti proprio le figure delle sentinelle.
Mi lascia interdetto sentire con quale veemenza e preoccupazione alcuni abitanti della zona riferiscano di aver notato le due sagome, dipinte amabilmente sulle pareti della casa, cambiare postura o addirittura spostarsi di parete, da una volta all’altra delle loro visite.
Ma altrettanto certamente queste voci sono state riportate dai ragazzini che frequentano la zona, facilmente impressionabili. Altre sono sicuramente state ingigantite dai buontemponi di paese. Si sa quanto piaccia, nella tradizione toscana, burlarsi dell’ascoltatore.

Quel che è certo però è che le sentinelle, per quanto cupe e spaventose, non sono riuscite a tenere lontani i piccioni. Anche loro, come da tradizione, si sono divertiti a burlare i visitatori defecando ovunque.

Gabriele Laffi

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Gabriele Laffi
Gabriele Laffi
Nato a Prato nel 1971, appassionato di luoghi abbandonati fin dalla metà degli anni ’80, ha deciso di ridare loro vita attraverso la fotografia.
Tra i più attivi esploratori toscani, condivide questa passione con gli immancabili compagni Emanuele Baccichet, Simone Gori e Vincenzo Bellini.

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