Questo ex albergo fu per un decennio il fiore all’occhiello dell’intera Germania.
Noto come “Hotel Atlantis”, venne costruito all’inizio del ‘900. In quel periodo, rappresentava la struttura più raffinata e moderna in circolazione: posizione dominante, costruito con materiali e finiture di alta qualità. Si trattava di uno dei primi alberghi ad avere l’illuminazione elettrica in tutte le stanze e un sistema di riscaldamento centralizzato.
Altri ingredienti del suo successo? Spazi grandi, ristorante, bar e una grande piscina. Capienza massima di circa 100 ospiti.
La gestione puntava sia alla quantità, che alla qualità; sia della struttura che degli ospiti.
Persino il Re trascorse alcune notti nella sua area più lussuosa.
Oggi, tutto è solo un lontano ricordo.

Siamo in un tranquillo paesino di montagna famoso per la pratica diffusissima degli sport invernali.
Arriviamo a pomeriggio inoltrato e ci affrettiamo verso la meta, lo scheletro dell’antico sfarzoso hotel.
Visitarlo e fotografarlo tutto? Impossibile. L’esplorazione richiederebbe un’intera giornata. Non di 12, ma di 24 ore consecutive.
Per non perdere gli ultimi preziosi istanti di luce di una giornata abbastanza nuvolosa, corriamo.
I nostri affannosi respiri rompono il silenzio e creano un’atmosfera quasi auto-ipnotica, che alimenta le fantasie, i ricordi e le nostalgie di tempi mai vissuti.

La sorte dell’edificio fu beffarda. Così, durante la seconda guerra mondiale l’hotel fu trasformato in un ospedale militare e, in seguito, divenne persino casa di riposo per l’Armata Rossa.
Dopo la riunificazione tedesca fu venduto ad una compagnia internazionale che continuò ad operarlo fino al 1998.
Da allora, a causa dei costi di gestione troppo elevati, l’edificio fu abbandonato. Tutto è stato lasciato al degrado e all’usura del tempo.
E qui, arriviamo noi, armati delle nostre reflex.

La struttura è composta da due diversi edifici e, per mancanza di tempo, scegliamo di visitare quello che pare più interessante. Entriamo e visitiamo il più antico dei due, dove il livello di decadenza risulta maggiore.
Qui il tempo ha completamente trasformato ogni cosa. Le perdite d’acqua che gocciolano dal soffitto stanno lentamente distruggendo la struttura, ma, al tempo stesso, dipingono le camere di mille tonalità e creano bellissime forme astratte sui muri.
In alcune camere è possibile ritrovare vecchi elementi di arredo che si fondono perfettamente con la natura, creando un nuovo habitat.
Come se, tra i servizi offerti dalla struttura, si fosse aggiunto anche il “giardino in camera”.

Recentemente una commissione ha dichiarato che l’intera struttura versa in avanzato stato di degrado e, molto probabilmente, l’intera area verrà purtroppo abbattuta.

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Lorenzo Rosa
Lorenzo Rosa
Lorenzo è il punto di riferimento, assieme ai ragazzi del "manicomio fotografico", di tutta la Lombardia. La sua passione per la fotografia nacque con un regalo del nonno e dirottò prestissimo verso la passione sfrenata per l'esplorazione urbana, di cui oggi allestisce numerose mostre a tema.

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