Uno dei tanti fascini dell’esplorazione urbana è osservare come il tempo e la natura riescano a trasformare ogni cosa.
Il luogo verso cui siamo in viaggio promette di esserne assoluto testimone.

Stiamo guidando in una valle nel Sud-Est della Germania, in una zona poco turistica e non densamente abitata. Difatti, lungo la strada, incrociamo poche altre automobili. L’accesso allo stabile non presenta difficoltà. Tutto è aperto e senza cartelli.
Ci troviamo subito accolti da quello che doveva essere il salone principale, adibito a piccola mensa e ad area-giochi.

Il complesso abbandonato in questione nacque come casa vacanze per bambini, conosciuta col nome di  “Ferienheim Botanik”.
Durante gli anni in cui la Germania era ancora divisa in due Stati, passò di proprietà ad un industria che la sfruttò come casa vacanze per i suoi dipendenti. In seguito alla riunificazione della nazione, riaprì come pensione “Pension Alte Molkerei”. Ma, da subito gli affari non procedevano come dovuto, anche a causa dello scarso turismo locale. Passato l’effetto novità, l’attività chiuse per sempre. Da allora, solo l’oblio.
Tutti si sono dimenticati della carcassa architettonica.
Ed è qui che arriviamo noi.

La struttura non è molto grande ma quello che la rende così particolare è il livello altissimo di decadenza all’interno dello stabile.
Raramente, durante le nostre esplorazioni, ci siamo imbattuti in posti come questo.
La colpa (o merito?) di questa trasformazione è da attribuire alle numerose infiltrazioni d’acqua dal tetto che stanno letteralmente facendo marcire ogni cosa fino alle fondamenta.
Se è rischiosa l’esplorazione? Tantissimo. Motivo per cui, sconsigliamo ancora più vivamente di entrarci.

La piccola colonia era composta da due edifici, uno dei quali purtroppo già completamente collassato. La piccola sala pranzo e alcune camere sono invece ancora visitabili.
L’Estremo marciume si insinua in ogni anfratto dell’edificio, che chiuso da 30 anni, è stato dimenticato a se stesso, mostrando tuttavia pochissimi segni di vandalismi.
Solo la natura pare essere entrata qui.
Molte stoviglie sono ancora adagiate sui piccoli tavoli, mentre alcuni lampadari sopra di essi lottano con le rimanenti forze per rimanere appesi al soffitto.

La parte migliore dell’esplorazione è quella delle piccole stanze ancora accessibili, 7 in tutto. I letti devono essere stati lasciati “fatti”, in ordine e puliti. Le tende ancora sono appese alle finestre. Alcune stanze invece sono completamente allagate lasciando spazio solo a muschi e ed erbino.

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Lorenzo Rosa
Lorenzo Rosa
Lorenzo è il punto di riferimento, assieme ai ragazzi del "manicomio fotografico", di tutta la Lombardia. La sua passione per la fotografia nacque con un regalo del nonno e dirottò prestissimo verso la passione sfrenata per l'esplorazione urbana, di cui oggi allestisce numerose mostre a tema.

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