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Cocoricò : la Sorte della Piramide italiana e un Vento di Speranza

Da Luglio 27, 2019 Luglio 30th, 2019 Nessun commento

Per chi non ci conoscesse, Ascosi Lasciti è un progetto ideato per riscoprire e documentare gli edifici abbandonati più belli d’italia ed Europa. Ville, castelli, chiese o, talvolta, interi paesi. Le discoteche abbandonate sono un’altra di quelle categorie che amiamo raccontarvi e farvi rivivere attraverso fotografie e testimonianze. Normalmente EVITIAMO DI INDICARE UBICAZIONI e nomi precisi dei luoghi trattati. Oggi abbiamo deciso di fare un’eccezione per più motivi: primo, trattasi di un luogo conosciuto pressoché a tutti. Sarebbe stato inutile e irrilevante celarne il nome.
Secondariamente, essendo stati molti di noi clienti di questo storico locale, nascondervi parte dei nostri ricordi sarebbe stato come mozzare le emozioni che li accompagnano. Compito difficile, ma vogliamo provare a farvi immergere, attraverso la nostra testimonianza, nell’atmosfera unica di questo posto.
(Si rammenta di NON VISITARE questi luoghi pericolanti e/o inagibili.)

Ore 6.30 del mattino. Dj Ralf ha deciso che è il momento di mettere “Music Sounds Better With You“. Il sole penetra coi suoi deboli primi raggi dai vetri della Piramide, illuminando a giorno il tempio della notte per eccellenza. I ragazzi sotto cassa alzano le mani a ritmo, fischiano, sudati, stanchi ma felici, trascinati solo dalla musica.
Abbiamo caldo, siamo esausti ma continuiamo a ballare: è tutto troppo bello per fermarsi. Il corpo ondeggia da solo, segue il ritmo e l’energia sprigionata da tutto ciò che mi circonda, quasi fossimo un’ entità unica guidata da questo ritmo misto elettronico e tribale. Un ambiente surreale ma perfetto nella sua semplicità.
La piramide è una cassa di risonanza per la voglia di centinaia di ragazzi di far festa ed essere sé stessi. Oppure essere totalmente qualcun altro, almeno per una notte.
La canzone finisce e Ralf, con voce roca e fioca, augura ai presenti una buonanotte e ringrazia per la magia della serata. Sì, una magia incredibile. La gente inizia a urlare “Ultimo! Ultimo”. Vogliamo ancora continuare a ballare, a vivere quella magia. “Magia magia portami via”, citando Franchino, un altro dj che ha fatto la storia di questo club. Ci riportano alla realtà i buttafuori che iniziano a guidarci verso l’uscita. Una volta fuori mi giro a guardare la maestosità dalla Piramide, che svetta sulla costa, a guardia di tutti i ragazzi della riviera romagnola. Mentre mangio una piada cotto e squacquerone dal paninaro del parcheggio, guardo la gente uscire, chi quasi perfettamente conscio, chi trascinato a spalla dai compagni, ma tutti con il sorriso stampato in faccia, coscienti di aver fatto parte di una bellissima storia condivisa. Mentre aspetto, esce un nano con passo incalzante, a petto nudo e villoso, occhiali da sole, fisico scolpito, che urla “Raga after al Classic!”, seguito dai suoi amici dietro esausti che ridono.
Eh sì, il Cocoricò regala sempre emozioni”

Facciamo parlare i numeri.
Nella classifica mondiale dei “migliori 100 club” la nostra Grande Star si collocava al primo posto tra le discoteche italiane e al 16º posto in tutto il globo. Metri di giudizio? Location, capienza, arredamento, numero di sale e qualità degli ospiti speciali.
La sala principale era la celeberrima Piramide, una struttura in vetro con impalcatura metallica, alta più di venti metri. Sontuosa e imponente, visibile fin dalla costa, un bellissimo faro colorato che indicava la strada per la bella-vita.
Titilla era la seconda sala per importanza ed era adibita prevalentemente agli amanti della musica house. Nel 1994 venne aggiunto un ulteriore spazio, il Morphine, dedicato alla musica ambient, elettronica e techno. Solo cinque anni più tardi apparve la sala all’aperto “Ciao Sex” dedicata, almeno inizialmente, ad un pubblico omosessuale.
Nel nuovo millennio fa il suo ultimo ingresso la sala “Strix”, ambiente trasgressivo collocato nel bagno delle donne. E così nel 2004 il locale raggiunse definitivamente il suo apice di grandezza.

Tuttavia chi frequentava abitualmente il “Coco”, sapeva bene di trovarsi in un ambiente sempre nuovo.
C’è chi ricorda pappagalli, tortore, pile di libri, piante rampicanti di ogni tipo e colore. Ogni anno le scenografie e gli arredi venivano stravolti. Obiettivo? Stupire il visitatore. E non soltanto quello saltuario e occasionale, ma ancor più il fedelissimo. Perché ogni amore, si sa, non cresce senza che vi sia un’evoluzione da ambo le parti.
Ma come in ogni amore più passionale, il rischio di farsi male è sempre alto.
E la disgrazia accaduta nel 2015 fu proprio l’episodio che decretò il rovescio di un destino. Quell’episodio di rottura insanabile che avvia il necrologio di ogni cosa. La morte di un ragazzo, disgrazia straziante, avvenuta per overdose, spezzò inesorabilmente quello che sembrava un eterno e indiscutibile rapporto di rispetto reciproco, o perlomeno di tolleranza, tra le autorità locali e l’irriverenza dello storico locale. Poi i problemi finanziari, le cause giudiziarie. Il fallimento. La chiusura. Il recente abbandono. Tutto è aperto. Nessun Cartello, nessuna recinzione.

Parrebbe, senza ancora certezza matematica, ma solo “statistica”, che il locale rinascerà dalle sue ceneri.
Come? Rimini vuole prendersi la scettro e divenire la culla, l’incubatrice di colei che tornerà ad essere la regina della notte. Sulla pagina Facebook ufficiale, dopo un lungo silenzio, sono comparsi da pochi mesi, il nuovo logo, a forma di piramide, e alcuni annunci.
Forse, come per ogni leggenda, esisterà un ritorno in gran stile?
Forse, le spore che ha lasciato esalando il suo ultimo respiro sono riuscite a volare trasportate da un vento di speranza e attecchiranno su terreni più fertili?
Quel che è certo, purtroppo è solo questo: l’attuale carcassa, oltre ad essere totalmente aperta, senza più recinzioni, varchi, cartelli o avvisi, è stata vandalizzata e sarà presto smantellata.
Passeggiare tra i cartelli dei free drink, gli annunci pubblicitari, i pavimenti polverosi, la vegetazione che spacca l’asfalto e i muri scrostati, è un tuffo al cuore.

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

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