Skip to main content
SPECIAL EDITION 💣

World War Zero : la Guerra delle Guerre

Articolo di Agosto 4, 2019Nessun commento

L’uomo prosperò.
Poi la follia ebbe il sopravvento.

Anno 2018.
La razza umana proliferava spavalda per il mondo. Il vento del consumismo e dello shovinismo obnubilava le menti dei mortali. La corsa al possesso era inarrestabile e la battaglia a suon di “like”” da raccogliere sui social imperversava.Nulla contava di più se non la volontà di possedere e mostrare ogni nuovo bene acquisito ad una platea di zombi inermi che annegavano nell’invidia e nel tentativo di raggiungere coloro che avevano di più.
Questa fame infernale ebbe come conseguenza la perdita di qualsiasi valore, ma soprattutto comportò l’infestazione incontrollata di commerci e produzioni di ogni sorta. Alla fine era necessario offrire una valvola di sfogo al mostro del possesso. Nessuno credette ai moniti di un sempre più sparuto gruppi di saggi. Nessuno credeva che la capacità produttiva del pianeta avrebbe avuto un limite.

Anno 2035. E venne il giorno.
I savi ebbero confermate le loro teorie, ma le masse non lo compresero. I governi tentarono un estremo cambio di marcia, ma tutto fu vano. La terra non aveva più risorse: finiti gas, petrolio, svuotate la miniere. Sciolti i ghiacciai e inquinato ogni corso d’acqua. Niente più risorse, niente più produzione.I governi contingentarono ogni bene ed ogni risorsa. Presero inoltre il controllo dell’unica attività che avrebbe potuto garantire alla razza umana un minimo di sostentamento: il riciclo.La follia consumistica però non si placò e gli uomini, ancora affamati di “avere”, non si arresero, continuarono a chiedere di più.  La violenza iniziò a circolare più del libero commercio.
Sotto la pressione delle folle alcuni governanti temettero di essere spodestati e di perdere i loro privilegi. Questa paura portò i piccoli capi a scelte scellerate: guerre. Non guerre di espansione, a nessuno interessava possedere della terra improduttiva, ma guerre di rapina: si conquistava con il solo scopo di rubare al paese conquistato qualsiasi fonte produttiva, uomini compresi. Ucciderne alcuni, per diminuire il fabbisogno, schiavizzarne altri, per avere lavoro gratuito.
La dignità e la ragione, che un tempo facevano dell’uomo la creatura migliore della terra, erano definitivamente andate perdute. Il lume della ragione si spense definitivamente quando qualcuno pensò che la stessa carne umana, le ossa, i capelli potevano essere considerate pregevoli fonti di materie prime.

Anno 2055. Il germe della guerra infettò tutto il mondo. Tutti contro tutti.  Unico obiettivo: vincere per rubare e per possedere.La guerra bruciò le ultime risorse. La carestie e le malattie fecero il resto.
Eppure non c’è limite al male.
La popolazione era ormai ridotta al lumicino. Anzi, il lumicino consumava troppo!
Pochi governi erano sopravvissuti e, chi li guidava, nulla fecero per contraddire il detto che “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”.
I capi di Stato idearono un ultimo stratagemma nel tentativo di garantire la loro sopravvivenza: lo sterminio di massa.
Leggi a favore dell’omicidio furono promulgate in tutte la Nazioni.
Occorreva fare in modo che l’uomo si estinguesse. Solo così coloro che diedero fuoco a questa miccia potevano almeno sperare di sopravvivere, non per salvare la razza umana, ma per salvare la propria pelle.
Sopravvivere era necessario solo per garantirsi la possibilità di arrivare alla vecchiaia ed alla morte naturale.

Anno 2100. L’anno Zero.
I piccoli capi erano riusciti nel loro intento. L’uomo si era estinto. O meglio, anche ammettendo che in qualche remoto angolo della terra erano sopravvissuti micro gruppi, questi erano troppo poco numerosi per garantire la sopravvivenza della specie e soprattutto le condizioni di vita in un paese a zero fattori produttivi e zero risorse non permetteva assolutamente alcuna possibilità di sopravvivenza.
Questo fu l’ultimo atto.
Quella che i savi di tutto il mondo, all’epoca “catastrofisti”, chiamavano “The World War Zero”, la guerra delle guerre.

POST SCRIPTUM : Questo racconto distopico è maturato nella mia mente mentre fotografavo il cementificio che fa da “sfondo allo sfogo”. Quale migliore ambientazione per pensieri così catastrofici, se non dove tutto è stato distrutto e depredato? Nello stesso luogo primariamente adibito alla produzione di materiali e risorse.
Alla fine io sono solo un fotografo, uno scrittore illetterato, un pirata senza barca ed un filosofo zoppo.
Non pretendo di essere un vate, sono solamente un falso profeta.
Ammiro “Cassandra”, lo so. Nessuno la voleva udire, proprio come nessuno vorrà prestare ascolto a questi timori.
Ho un solo desiderio: vorrei esser smentito e aver avuto torto.

(Visited 124 times, 1 visits today)
Rating: 4.3/5. Dai voti6.
Attendere....