Villa Zanelli, a Savona, appartiene a quella tipologia di ville che potrebbero essere etichettate come “incantevole mostruosità”.
Fin dal 1907, anno della sua edificazione ha irradiato la città con la sua elegante bellezza. Concepita nel nuovo stile per l’Italia moderna, il Liberty, da vent’anni è stata lasciata in condizioni di grave degrado e solo a luglio 2019 è stata riaperta in via del tutto eccezionale in occasione dell’Art Nouveau Week organizzata dall’associazione Italia Liberty, prima che sia avviato il meritato programma di restauro.

La dimora di ampia metratura fu voluta dal capitano Nicolò Zanelli per la fidanzata Rose.
Egli non badò a spese e commissionò il progetto a Pietro Fenoglio e Gottardo Gussoni, che, assai noti nell’area piemontese, regalarono alla Liguria icone di stile floreale come, tra le altre, villa Massara ad Alassio.

Villa Zanelli come altre dimore sorte nell’epoca felice della Belle Epoque, sorgeva in un vasto giardino che si estendeva in fino alla riva del mare.
Il suo ingresso lato via Nizza ha due rampe progettate apposta per l’arrivo della carrozza con i cavalli.
Il disegno del giardino all’italiana con aiuole curvilinee, come nei giardini ottocenteschi, era arricchito di piante esotiche. Contribuiscono a rendere ancora più magica l’atmosfera della sontuosa dimora Art Nouveau la torretta, che all’epoca era un ornamento molto in voga per il villino al mare, caratterizzata da vetrate colorate e un porticato sovrastato da un terrazzo lato mare, che permette con una vista suggestiva di godersi l’alba e il tramonto.

Dietro ogni villa si nasconde una storia che la rende celebre. Questa è legata all’amore che Nicolò Zanelli nutriva per la sudamericana Rose, un sentimento tanto forte che, al momento della morte della donna, egli cadde in depressione e presto la raggiunse.
Restano però a testimonianza di questo grande amore le rose dipinte su maioliche e affrescate all’esterno della villa, che misteriosamente sono ancora tutte intatte, come se fossero state installate ieri alle pareti a rievocare il nome della padrona di casa, mentre il resto dei decori cementizi si è gravemente usurato. La dimora appartenne alla famiglia Zanelli fino al 1933, anno in cui fu venduta al comune di Milano che la trasformò in campeggio e colonia internazionale. Svolse tale funzione fino al 1967, eslusi gli anni della seconda guerra mondiale, parentesi durante la quale fu usata come ospedale da campo.

Nel 1967 vi si insedia l’Istituto A.N.F.Fa.S. al quale si affianca una sezione dell’USL. Fino ai primi mesi del 1998 resta alla USL in qualità di centro per la cura dei cardiopatici, ma il degrado nel quale ormai versa a causa della scarsa manutenzione, che culmina col crollo di parte del soffitto nell’atrio del primo piano, fa sì che la villa venga abbandonata e chiusa definitivamente da Arte Genova (Regione), a cui tuttora appartiene.
Si dice che tutti coloro che vi hanno messo piede negli ultimi anni, da quando è divenuta villa in totale stato di abbandono, abbiano avvertito sensazioni strane.

Gli ex visitatori riferiscono di aver provato strane sensazioni, come se avessero avvertito ancora aleggiare l’entità di quel bambino spentosi nel giardino della villa mentre mangiava una mela, vicenda di cronaca nera di cui si occuparono tutti media locali negli anni cinquanta.
Eppure esistono tanti edifici Liberty abbandonati, ma nessuno di essi, fortunatamente, porta con sé una storia così raccapricciante.
Dopo la sua totale chiusura all’ingresso di qualsiasi curioso, si sta chiudendo l’oscuro e indegno periodo di degrado e si profila all’orizzonte la rinascita; a breve infatti inizieranno i lavori di ristrutturazione e chissà, tra cinque anni ,a lavori finiti, la cartolina della città di Savona sarà arricchita da una nuova attrattiva che darà incremento al turismo culturale.

Se volessi  curiosare altre foto di ville Liberty abbandonate, fai click qui. Se fossi appassionato di arte e l’architettura in generale  e volessi vedere altri palazzi, chiese e ville storiche lasciate all’incuria, fai click qui.

Testo di : Andrea Speziali (presidente della maggiore associazione italiana che si occupa di Arte e Architettura “Liberty”).

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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