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I ruderi di Orsetti : dentro alla contrada abbandonata

Da Ottobre 1, 2019 Ottobre 4th, 2019 Nessun commento

“Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri”  San Bernardo

E’ necessario perdersi, per trovare Orsetti. Bisogna immergersi in un natura così violentemente rigogliosa che tutti i sentieri principali divengono impraticabili. I piedi affondano in un terreno particolarmente friabile e imbevuto di muffa. La speranza di raggiungere l’obiettivo diminuisce con il crescere delle liane e delle ortiche.
Eppure il navigatore satellitare punta dritto verso NEL MEZZO DEI MONTI. Un bandierina ben “virtualmente conficcata” nel nulla.
Ma è solo grazie ai consigli degli abitanti dell’agglomerato abitativo più vicino che, con un affascinante incomprensibile dialetto veneto, mi suggeriscono come individuare la strada maestra.

L’arrivo alla piccola frazione vicentina è riconoscibile da una svastica che è stata maldestramente scarabocchiata sulla facciata rossa del primo edificio.
Siamo alla base del monte Scandolara, dove giacevano due importanti cave di materiale lapideo. Anch’esse, ad oggi, risultano abbandonate.
Ed è proprio attorno al settore dell’estrazione mineraria che ruotava l’economia di questo minuscolo borgo. Come quella di tanti altri paesi italiani.
In particolare, la comunità si rimetteva alla figura di un tale Renzo detto “del Sabion”, personaggio assai conosciuto nella zona. La missione lavorativa del “poareto Renseto” era quella di spostarsi quotidianamente nelle contrade limitrofe per proporre i suoi estratti, principalmente utilizzati per la pulizia di utensili di ferro e pentolame.

Ma il mondo, si sa, corre veloce. E quando cambiarono gli usi domestici e crebbe il benessere del dopo-guerra, Orsetti venne lentamente spopolata.  Poco dopo l’abbandono dell’ultima casa, quella del più resiliente Renzo, venne appiccato un incendio vandalico che distrusse metà degli edifici di Orsetti. Era il 1989, punto di non-ritorno per la piccola frazione del comune di Recoaro Terme.

Quasi cinquant’anni di abbandono, pressoché mezzo secolo. E di Orsetti non restano che ruderi colorati, con i loro suggestivi infissi azzurri, rossi o marroni. Faggi che superano il tetto delle case sono nati proprio al centro dei saloni senza più pavimentazione.
La natura ha chiuso i varchi delle due ex cave, quella che si trovava sopra al paese, rimasta attiva fino al nuovo millennio e visibile ancora oggi tra le spaccature del monte, e quella che giace al di sotto delle abitazioni più isolata.
Di quest’ultima, abbandonata già alla metà degli ’80, rimangono come unici testimoni i resti delle tramogge.
Ma il più bel ricordo di Orsetti non sono le pietre sbiadite delle case crollate, né gli ingressi alle cave, quanto l’immagine del buon Renzo ancora viva nella memoria dei più anziani del posto e testimoniata da questa splendida fotografia.

Foto ricordo di Alberto Rasia, dalla pagina I LOVE VALDAGNO.
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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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