Questa volta amici lettori, ho l’onore di perlustrare una magnifica villa abbandonata in provincia di Vicenza, in compagnia di uno dei nostri fondatori: il celeberrimo volto ligure amato da tutti (ma soprattutto dal genere femminile) David Calloni!
Ospite da me per un paio di giorni, programmiamo un paio di uscite interessanti, nonostante il clima afoso e “appiccicoso”.

La salita che abbiamo davanti, una volta parcheggiata la macchina, non è di quelle più impervie e la nostra destinazione è poco più avanti, nascosta da alberi e da una vegetazione ormai incontrollata.
Il nostro occhio percepisce solamente una statua annerita dal tempo che fa capolino dalle fitte chiome che ci si presentano davanti. Passiamo sotto alcuni arbusti che stanno per crollare e aggiriamo i resti del vecchio cancello che una volta impediva l’accesso al vialetto principale. Quest’ultimo ormai è poco visibile in quanto ricoperto da erba selvatica e da rami crollati.
Con cautela lo percorriamo sino in fondo, dopo aver effettuato una curva a gomito. Ciò che abbiamo ora di fronte è uno spettacolo unico che quasi ci fa dimenticare il pensiero del caldo e delle zanzare. Tre piani di villa abbandonata con tanto di statue intatte sul tetto (scusate il gioco di parole) sono il top per un esploratore! Una rampa di scale bianche ci conduce all’ingresso principale dove un enorme portone di legno è già aperto. Un viso scolpito nella pietra posto al di sopra dell’ingresso ci osserva dall’alto.

Varchiamo la soglia e siamo dentro. Ci accoglie subito uno splendido salone con cinque porte e alcune decorazioni ancora visibili sulle pareti. Il tutto è (purtroppo) ovviamente stato vandalizzato nel corso degli anni. Scritte oscene e simboli nazisti sono sparsi in ogni dove. Il piano terra della villa non presenta molto di interessante. Tutti i saloni adiacenti a quello centrale sono svuotati, rimane solo un vecchio camino ormai quasi murato del tutto. Ahinoi, i piani superiori di questa villa signorile non presentano alcun particolare di interesse. I pavimenti sono prossimi al crollo e le stanze sono riempite solo dal silenzio delle colline e dal rumore degli insetti.

Come spesso accade nei migliori film thriller, il colpo di scena arriva sul finale. Prima di abbandonare questa meraviglia del ‘500 scopriamo una scala a chiocciola interna che percorre dal basso verso l’alto tutti i piani sino ad arrivare nei sotterranei. La vista dalla cima è uno spettacolo unico per gli amanti del genere. La prospettiva ci rapisce e i giochi di luce e ombre che provocano i lucernari vicini ai gradini sono uno spettacolo per gli occhi. David si reca al di fuori della villa per esplorare le vecchie scuderie e io passo almeno una ventina di minuti ad immortalare questa scala da ogni singolo punto di vista e con ogni possibile inquadratura.

Girovagando tra le ortiche, ci dirigiamo nei dintorni. Ci ritroviamo nel grande parco che circonda la tenuta e decidiamo di proseguire la nostra avventura in un paese nelle vicinanze, dato che la perlustrazione ci ha lasciati con “l’amaro in bocca”. Sensazione che rimane anche dopo aver scoperto  che la villa è stata per anni in vendita ma nessuno (compreso il comune) ha optato per l’acquisto,  a causa del costo troppo alto dell’immobile.
Da allora, lentamente, è caduto l’oblio.

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Matteo Montaperto
Matteo Montaperto
Commediografo, teatrante, comico ed esploratore urbano. Come si conciliano queste personalità? Fa parte del carattere di Matteo. Autoironico ma determinato.
Amministratore del profilo Instagram di Ascosi Lasciti e autore di articoli, principalmente nel Lazio.

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