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Periana : frazione abbandonata e dimenticata

Da Ottobre 8, 2019 Ottobre 9th, 2019 Nessun commento

Ai piedi del piccolo villaggio abbandonato, dimenticato da tutti, giace la carcassa di un antico forno. Quest’ultimo fa parte di una proprietà privata invalicabile ma le sue pareti sono pressoché totalmente crollate e rappresentano un piccolo esempio di archeologia industriale del comune di Chatillon.  Il forno era sfruttato da tutta la comunità locale, compresa la piccola frazione che andiamo a visitare oggi.

Trattasi di Periana, in alcuni testi denominata “Perriana”
, piccolo insediamento di origine tardo medievale che si intravede già dalla statale che collega Chatillon a Breuil.
Del paese non si hanno informazioni alcune, né su internet, né sui testi. Le poche curiosità ritrovate sono frutto di una ricerca storica condotta sul territorio
Per raggiungere il nostro traguardo è necessario attraversare proprio quel ponte sul “Rou”, costruito nel 1789 per abbreviare le distanze del piccolo villaggio al centro cittadino.  I pochissimi documenti rintracciabili denunciavano già nel 1745 la necessità di accorciare il tragitto, più di quaranta minuti a piedi, che i perianesi dovevano percorrere per la routinaria messa alla “chiesa della visitazione”.
Dal ponte, il resto del tragitto è fatto da alcuni km di curve che conducono al cartello di benvenuto affisso, relativamente di recente, dal comune.
“Hameau de Perriana” recita quella che potremo definire più una targa commemorativa.

Avvantaggiata nel passato. Nonostante il lungo lato del monte fosse poco esposto, Periana si affaccia su perimetro più convesso e luminoso dell’altopiano, motivo per cui venivano coltivati tutti i campi limitrofi. Le case in pietra riportano sulla facciata, visibili ancora oggi, date comprese tra il 1900 e il decennio successivo.
Ora è tutto invaso da una vegetazione avida e rigogliosa, che si è ripresa i suoi spazi. .
Le dimore, quasi una decina di ruderi. Sono quasi totalmente spoglie, segno che lo spopolamento è avvenuto gradualmente nel tempo, non per un evento improvviso. La forte pendenza del terreno, la mancanza di spazi per l’edificazione di nuove strutture, l’assenza totale di servizi basilari per la comunità, sono fattori che hanno accompagnato inevitabilmente questo villaggio ad una fine silenziosa.
L’esplorazione delle sue rovine conduce il visitatore ad un piacevole ri-scoperta dei pochi lasciti rimasti integri e, per un attento occhio fotografico, interessanti da immortalare.

Se fossi interessato a vedere altri posti abbandonati della Valle d’Aosta, ecco qui dove trovarli.
Un altro bellissimo borgo abbandonato che ti posso suggerire di visitare è Barmaz, guarda qui le sue foto.

Ringrazio della gentile collaborazione Enrico Formica e Maria Vassallo, che portano avanti un preziosissimo lavoro di ricerca sul territorio, con grande passione.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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