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Portis : “cittadina fantasma” vittima del terremoto

Da Ottobre 15, 2019 Nessun commento

Non solo un paese abbandonato. Portis era una comunità, una cittadina attraversata da un’ampia strada asfaltata e coperta da tutti i servizi essenziali.  Questo, perlomeno, fino al 1976, anno del grande terremoto friulano che rase al suolo 45 comuni montani e relative frazioni, tra cui “la nostra”.
Il nuovo paese fu ricostruito poco lontano, alla pendici del monte Plauris, quasi a fare da custode della vecchia frazione crollata e disabitata.

Il nucleo storico ha origini medievali, venendo infatti edificato nel 12° secolo, ed era lambito da tre fiumi di cui il più grande (il Tagliamento) raccoglieva l’acqua di tutti gli affluenti. E’ facile intuire come Portis Vecchia godesse di grande disponibilità idrica e di strategica posizione difensiva offerta dai monti antistanti.
Unico evento storico infausto di rilievo che colpì la comunità infatti fu la battaglia napoleonica dei francesi contro gli austriaci, la “battaglia di Venzone”, che trasformò il paese nell’involontario palcoscenico del conflitto.
Oltre a questo, niente più. Sembrava non esistessero punti deboli per la tranquilla frazione udinese.
Ma le certezze umane si rivelano spesso fragili, tanto quanto le pareti apparentemente solide dei rustici esposti ad una magnitudine di 6.5 Richter per oltre 50 secondi.

Risultato regionale di questa tremenda scossa: 18.000 case distrutte, 75.000 danneggiate irreparabilmente. Per quanto concerne Portis, solo due case sopravvissero al sisma, le altre fanno parte della tragica conta delle vittime edilizie.
Il vecchio paese fu dichiarato inagibile. Qualche sopravvissuto riuscì furtivamente ad introdursi nella propria abitazione, o ciò che ne restava, per recuperare gli effetti personali più cari. Tutto il resto è rimasto come all’ormai lontanissimo fatidico giorno.
Il paese viene oggi utilizzato dalla protezione civile e dai vigili de fuoco come luogo di esercitazione per calamità naturali.
Passeggiando lungo la strada principale, si possono infatti notare alcuni edifici che presentano alcune sperimentali impalcature esterne in legno. Per il resto, l’atmosfera è surreale. Al calar del sole diviene quasi lugubre. L’odore di muffa e calce viva, penetrano le narici di chi solo osi affacciarsi alle finestre degli immobili interdetti.

Si sconsiglia di avvicinarsi alle abitazioni, tutte pericolanti  e prossime a crolli.
Altri sono i paesi colpiti dal sisma friulano e abbandonati : Riulade, ancora paese fantasma, e Pozzis, recuperato e riqualificato.
Se vuoi vedere altri paesi abbandonati, fai click qui.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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