“Un viso d’angelo mi sorride, sotto un’atmosfera di tragedia.  Quel sorriso mi dava calore. Addio, niente da dire.  Accanto alla croce sulla tua tomba. E quelle candele per sempre ardenti.
Aver bisogno altrove di ricordarci della brevità del nostro momento. Lacrime spese per loro. Lacrime d’amore, lacrime di paura.  Seppellire i miei sogni, scoprire i miei dolori. Oh Signore perché gli angeli muoiono prima? ” Nightwish

Era una sera di dicembre, prima del crepuscolo mentre percorrevamo la via del vecchio cimitero fra le modeste case di un antico paesino.
Ironia della sorte, aveva cominciato a piovere da poco. Non c’era anima viva lungo il cammino che si faceva sempre più ripido verso la grande foresta spoglia. Facile immaginare un paese in lutto, il prete con il piviale nero ricamato con fili argentati e passamanerie, il feretro trasportato da forti braccia seguito dal silenzioso corteo funebre.
I presenti, sotto gli ombrelli gocciolanti, vestiti di nero con quelle scarpe buone che una volta giunti al cimitero erano inevitabilmente impiastricciate di fango. Queste le immagini che mi si proiettavano in testa come un vecchio film, fino ad aver raggiunto, nel cuore della foresta, un piccolo cancello “sbilenco”. Era l’ingresso all’antico cimitero vittoriano del posto.

Un muro a secco di pietre circondava il grande perimetro dell’antico cimitero vittoriano. Possenti alberi dai tronchi rivestiti d’edera crescevano ovunque all’interno del campo santo, in alcuni punti le lapidi erano state spinte a terra dalla forza delle radici. Molte croci di ferro erano sparite, forse durante la guerra erano state fuse per produrre altre armi.

L’atmosfera che si respira in questo luogo è pesante e leggera al contempo. Di grande impatto. Un luogo sospeso nel tempo, magico e di profonda pace. Suggestive le grandi lapidi e i piccoli monumenti completamente rivestiti da tappeti di muschio di un verde così acceso che spicca fra le foglie secche cadute nel mese precedente. Questo cimitero vittoriano ha origini antiche infatti ci sono diverse sepolture datate alla seconda metà del Settecento, fino ad alcune della prima metà del Novecento, dopodiché cadute in disuso dopo la costruzione di nuovo cimitero in paese.

E’ caduto l’oblio totale qui. Niente lumi e fiori freschi. Solo bucaneve a primavera, foglie morte e muschio.
Si fa buio e la pioggia più intensa.
Da lontano si sentono le campane della chiesa.
È ora di andare.

Se ti affascinano i cimiteri e gli edifici religiosi abbandonati, guarda un po’ qui…

..e se invece sei curioso di scoprire altri luoghi nascosti in Francia, guarda qui.

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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