Giusto per capirci.  Un agricoltore, il cui grano vinceva sempre il primo premio alla fiera regionale, aveva l’abitudine di dividere i semi migliori con tutti i contadini del vicinato.
Quando gli chiesero perché, egli rispose:
“Il vento solleva il polline e lo trasporta da un campo all’altro, perciò se i miei vicini coltivassero un grano di qualità inferiore, l’impollinazione crociata impoverirebbe la qualità del mio raccolto. Ecco perché ci tengo che essi piantino solo i semi migliori.”
Insomma, tutto ciò che diamo agli altri, lo diamo anche a noi stessi.
Da questo principio nasce la storia di questa bellissima villa rurale abbandonata.

La pioggia proprio non ci voleva quella mattina. Ero in procinto di visitare questa splendida casetta rurale abbandonata.
Abbandonai l’auto al bordo di una strada e camminai sotto la sottile pioggerella estiva. La vegetazione fitta invadeva buona parte della facciata della graziosa casetta contadina. Si vedeva quasi solo il tetto di tegole lucide e bagnate.

Entrai nel giardino accanto ai campi e la porta era semplicemente aperta.
Gli interni erano rimasti immutati dal giorno della morte degli ultimi proprietari che avevano dedicato la loro vita fra lavori e fatiche a coltivare la terra dei campi circostanti.
L’abitazione si presentava in tutto il suo immutato fascino fra i mobili e gli oggetti rimasti.  Le suppellettili suggerivano alla nostra fantasia vita e ricordi passati della famiglia Gustaaf.
Una meraviglia.  Non aggiungo altro, lascio parlare le foto:

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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