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BORGHI, CONTRADE e VILLAGGI FANTASMACAMPANIA urbex

Paduli e il suo cuore fantasma

Articolo di Dicembre 26, 20195 Comments

La tradizione orale e scritta, alimentata dall’immaginario collettivo, fantasticando sugli intrecci tra vita e morte ha spesso generato lo scenario seguente: le anime dei defunti vagano tra i vivi, si aggirano nelle loro città e nelle loro case, invisibili e muti. A Paduli invece si assiste ad una scena capovolta: sono i corpi dei vivi a camminare accanto ai vicoli, agli archi, alle case e alle scalinate di un paese ormai estinto. Ma non scomparso: le spoglie del centro antico giacciono esposte alla vista degli abitanti come un simulacro, si aggrappano al presente quasi appoggiandosi sulle fondamenta del paese nuovo.

Così, Paduli rientra in quella categoria di luoghi che non sono disabitati, ma nascondono tra le proprie mura un pezzo di storia conclusa, un borgo fantasma nel mezzo di un comune ancora vivo.

Cause e sviluppi del declino architettonico e abitativo rispondono a un copione noto per i comuni del Beneventano: anche l’antico centro di Paduli ha subito gli effetti dei numerosi eventi sismici che hanno disastrato la zona. Il risultato è che oggi, come per la vicina Apice, si possono esplorare vicoli e case ormai ‘imbalsamati’ nel passato e scoprirvi scorci della vita che fu: un salto all’indietro di diversi decenni.

L’impatto emotivo più intenso lo riservano gli interni delle case, dove l’arredamento d’un tempo è rimasto sorprendentemente intatto, conservato insieme a utensili, soprammobili e altri prodotti d’uso comune, che in questi casi sono i veri ponti tra l’oggi e l’allora, rimandando direttamente alla quotidianità di un’epoca da tempo conclusa.

I ritagli di un giornale del dopoguerra riportano nefaste previsioni, amaramente confermate dagli eventi futuri: ritrovata da pochi anni una stabilità dopo gli orrori della seconda guerra, quest’area della Campania si ritrovò funestata da due eventi sismici in successione che la misero in ginocchio. Ma oggi, almeno Paduli, è ancora viva, e resta quasi a vegliare sulla carcassa della parte del paese che non ce l’ha fatta.

Rispetto ad Apice, Conza, Senerchia ed altri paesi fantasma della Campania, questo di Paduli è un caso particolare, che ricorda in parte l’evoluzione urbanistica di Castelpoto. La regione è piena di paesi abbandonati, ma anche di piccoli borghi e rioni disabitati all’interno di centri ancora parzialmente popolati.

Per vedere tutti i paesi fantasma o parzialmente abbandonati della Campania, fai un giro su Derive suburbane.

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Join the discussion 5 Comments

  • stefano nillo ha detto:

    incantevole truttura, ma i comuni le affidano ad associazioni per una riqualificazione o a scopi sociali????

    • Lorenzo Jedermann ha detto:

      Salve Stefano, non sono sicuro di aver capito la domanda. Comunque, in questo caso (come in molti altri) non c’è intervento del Comune. Va detto che riqualificare un intero borgo è più complesso, mentre una singola struttura può essere più agevole e trovare un nuovo utilizzo pratico. In questo caso, comunque, il borgo costituisce un patrimonio storico, più che riqualificato forse andrebbe messo in sicurezza.

      • stefano nillo ha detto:

        Di sicuro, ma siccome non ci sono fondi si preferisce l’immobilismo. Per queste strutture fa capo l’amministrazione comunale oppure un altro ente??? potrebbero essere affidate ad un associazione, per la valorizzazione ed anche la messa in sicurezza????

      • Ascosi Lasciti ha detto:

        E chi lo sa? Bisognerebbe fare visure e informarsi a fondo. Ma questo non è un nostro compito.

    • Ascosi Lasciti ha detto:

      I comuni? La politica è ignara dell’abbandono diffuso che abbiamo in Italia.

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