Autunno. A mio avviso, uno dei periodi migliori per visitare i borghi del Lazio.
Questa domenica con la mia compagna abbiamo scelto un piccolo paese della Ciociaria. Andiamo!

La parte vecchia del paese è situata su una collina. Là, nascosta in una piccola chiesa diroccata, vi è una delle poche scale sante presenti nel mondo, anche loro ovviamente abbandonate.
Se ne contano ventuno, anche su wikipedia, tralasciando questa piccola perla.

Arrivati a destinazione parcheggiamo la nostra macchina tra i pullman, consapevoli della comitiva di anziani presenti in visita nel antico borgo per ammirare quel che resta delle vecchie mura, ci mimetizziamo tra loro, forse gli unici due ad ascoltare la povera guida mentre il resto del gruppo è preso dalla “selfie manìa”.
Percorriamo la piccola via principale in direzione della chiesa abbandonata. Precisamente non sappiamo dove sia, così come fa ogni buon forestiero, iniziamo a chiedere ai pochi residenti che incontriamo.
C’è chi sconsiglia la visita e chi gentilmente ci indica la via. Su una cosa sono tutti d’accordo: il vecchio sentiero usato dai fedeli non è più percorribile.
Giunti con fatica alla facciata dell’edificio, ci ritroviamo davanti una chiesa fatiscente, segnata dalle intemperie e dal passare del tempo.

Le prime testimonianze di questa chiesa si hanno tra il XIII e XIV secolo. Presumibilmente in origine era solo un’edicola dedicata a Santa Maria Vergine. In seguito si riadattò a piccola grotta, nella quale era stato allestito un altare.
Negli anni la struttura subì varie modifiche fino al 1800 quando venne eretta la scala santa per le indulgenze.
Essa è costituita da una rampa centrale in pietra, su cui si dovrebbe salire in ginocchio, e altre due laterali in legno dalle quali si suole scendere.
Ci riserviamo di seguire il bon-ton religioso e le saliamo coi piedi. D’altronde queste scale sante sono oggi abbandonate, e il solo atto di omaggiarle fotograficamente pare la migliore delle azioni che un improbabile turista possa fare.

L’ esplorazione è davvero breve, giusto il tempo di scattare qualche foto. Il piano superiore non sembra sicuro, quindi rinunciamo e torniamo verso il piccolo paese e alla trattoria in cui precedentemente abbiamo prenotato. Ci piace mangiare locale dopo le nostre consuete esplorazioni.

Incontriamo l’anziano proprietario dell’attività che, come Mufasa, dalla cima della collina ci mostra tutti i suoi terreni. So che tutto questo un giorno non sarà nostro.
Ma seguo incessantemente il suo dito che, guarda caso, si è appena fermato su una vecchia villetta logora, ricoperto di edera. Quella, si, sarà mia.
Smetto di ascoltarlo. La mia mente è già alla prossima esplorazione urbex.
Prendo bene nota della posizione e cordialmente lo saluto.

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Marco Moro
Marco Moro
Ciao sono Marco e faccio storicamente parte della "Cinghial_crew", originari della Sardegna, con cui condivido la passione per l’avventura, la fotografia e i paesaggi urbani abbandonati.
Claudio e Tanoz sono i miei compagni di esplorazione, ma giro anche nel Lazio, con Matteo e Valerio.

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  • Avatar Giuseppe De Filippis ha detto:

    Gentile signor Marco, sono Giuseppe De Filippis e ho visto il suo post: molto interessante. Gradirei conoscere meglio questo luogo e vorrei sapere dove si trova. Cordialmente.

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