Sembra di essere davanti ad un altro caso di abbandono edilizio. Ma ne siamo proprio sicuri?
Sì, l’edificio sta subendo innumerevoli danni causati dal tempo.
Sì, da più di un decennio la burocrazia ha creato una situazione di stallo apparentemente irrisolvibile.
E sì, numerosi abusivi, sciacalli o semplici curiosi si avventurano impavidamente all’interno del locale fatiscente.
Ma no, “La Casa della Trota” sul lago di Garda non è totalmente abbandonata a se stessa. Anzi, l’agguerrita proprietà è determinata a riscattarne il destino dal costante declino. Complici la nostalgia e l’affetto per i propri cari, che resero famoso e rinomato il locale.

Il perimetro è ancora recintato e allarmato. Costanti sono le denunce giunte alle autorità. I protagonisti delle “malefatte” sono turisti stranieri, perlopiù.
In alcuni casi sono stati persino sfrattati abusivi che provavano ad occupare le vuote stanze della casa della trota. D’altronde chi non desidererebbe vivere in un gioiellino architettonico sul pelo dell’acqua cristallina di uno dei laghi più belli d’Italia?

Se dall’angolo azzurro di questo paradisiaco “ring” gli eredi provano a difendere strenuamente il titolo di “re del lago”, dall’angolo rosso ci sono gli ostili enti ambientalisti. Questi ultimi lamentano il pericolo pubblico che comporterebbe mantenere in vita ciò che definiscono “un eco-mostro costruito in epoca poco attenta alle norme di sicurezza” collocato per giunta sotto un’insenatura “ad alto rischio geologico”. I favoriti alla vittoria sembrano essere loro.
Unica speranza rimasta per la sopravvivenza dell’edificio è quella di sfruttare la scia di successo che si porterebbe dietro un progetto lanciato nel 2011, arenatosi e mai sbloccato. Trattasi della realizzazione di una pista ciclabile e pedonale che permetterebbe il passaggio turistico alla gola del Ponale, altrimenti raggiungibile solo tramite automezzi, oltrepassando un punto cieco e stretto di una galleria.

Il progetto è stato recentemente rilanciato, dando speranza ai più nostalgici.
D’altra parte la sicurezza viene prima di tutto. Ma l’idea di mangiarci una bella trota grigliata, godendo del panorama unico che poteva regalare un locale così suggestivo è innegabilmente attrattiva.
Speriamo che si trovi una soluzione intermedia che accontenti tutti. A volte, è sufficiente fare un passo indietro e vedere le cose da una prospettiva differente.
D’altronde “si dice che lungo un torrente da trote si dimentichino i propri problemi. Ma non è esattamente così. Ciò che accade veramente è che si comincia a vedere dove i problemi rientrano nel grande schema delle cose, e di colpo non sembrano più così grossi.” (John Gierach)

Foto d’epoca dalla pagina ufficiale della casa della trota.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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