AEREI, TRENI e NAVI FANTASMAISLANDA urbex

Proprio come LOST

Da 27 Gennaio, 2020 2 Febbraio, 2020 Nessun commento

E’ fine novembre del 1973.
Un modello “Douglas Super DC-3” della compagnia militare “US Navy” è costretto ad atterrare in emergenza sulla spiaggia di Sólheimasandur nel sud dell’Islanda. E’ inverno, perciò l’abbondante strato di neve, che altrimenti non sarebbe stato presente nelle stagioni più calde nella parte settentrionale dell’isola, attutisce l’impatto di un terreno molto sabbioso.
Tutto l’equipaggio sopravvive all’urto, ma l’aereo viene lasciato abbandonato a sé.
A rigor di cronaca: l’Islanda non ha mai voluto un proprio esercito. Il PIL del Paese non confluisce di una sola corona verso le spese militari. Per garantirne l’autodifesa, dunque, l’isola ha scelto di affidarsi alle forze speciali americane, che sono presenti e sorvegliano su tutto il territorio.

Oggi il “relitto” dell’aereo militare abbandonato è ancora lì dove si schiantò 40 anni fa, nel sud Islanda. Anche se difficilmente raggiungibile (serve più di un’ora di camminata tra sabbia, sassi e ghiaccio) è divenuta una meta molto battuta dai turisti amanti dei luoghi misteriosi.
Come dargli torto?
Inoltre da quando la serie televisiva LOST è divenuta famosa, i tour per raggiungere l’aereo abbandonato sulla spiaggia sono esponenzialmente aumentati.

E proprio come per il caso di “Lost”, sull’incidente aereo ci sono aspetti rimasti insoluti:
– alcuni pezzi del velivolo sono stati portati via negli anni, probabilmente per essere rivenduti come cimelio. Trattasi delle ali e del timone.
– non è mai stata dichiarata precisamente la causa dell’atterraggio di emergenza. Semplici malfunzionamenti di una componente elettronica embrionale per il periodo storico?
–  i pareri sulla data precisa dell’incidente sono discordanti e le fonti fumose. Per la marina militare americana avvenne il 24 novembre, mentre i locali suggeriscono il 21 novembre. Anche sfogliando i giornali dell’epoca ritroviamo queste incongruenze.

Incredibilmente il tettuccio del velivolo resiste alle frequentissime incursioni dei turisti goliardici che si arrampicano su di esso per portare a casa lo scatto migliore.
Non solo. Tantissime sono le incisioni e le scritte affisse sulla lamiera dell’aereoplano.
Ma su questo secondo aspetto, la natura sembra avere la meglio.
La maggior parte di esse infatti si cancellano col passare di pochi mesi, date le frequenti tempeste di neve, di sabbia e marine nella zona.
Il salmastro, il ghiaccio e le pietruzze lanciate ad alta velocità dai forti venti locali creano una sinergia che elimina ogni traccia umana.
E così, al calar del sole, alla fine di quegli splendidi tramonti che pitturano maestosamente il cielo islandese, si crea un’atmosfera unica, magica, fuori dal tempo. Sembra di essere rapiti da un sogno, o intrappolati piacevolmente in un film.
Magari un telefilm. Magari proprio come LOST.

Se ti è piaciuto l’aereo abbandonato, ormai simbolo dell’Islanda nascosta, guarda qui altri posti abbandonati dell’Isola.

Per vedere altri veicoli e velivoli abbandonati come questo, in Italia e nel Mondo, guarda qui.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto e coordinatore del team. Laureato all'università di Genova e all'università di Verona. Fotografo, scrittore freelance e autore di Libri, con il prezioso supporto degli infaticabili collaboratori di Ascosi Lasciti e del fondatore admin Alessandro.

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