L’anno di costruzione di questa elegante struttura è il 1877.
Fu edificata per ospitare i bambini orfani del vercellese e dintorni, diventata poi collegio e definitivamente abbandonata proprio un secolo preciso dopo la sua apertura.
La sontuosa scalinata che conduce al primo piano l’ha resa famosa in tutta Italia.
E non solo. Fotografi da tutto il mondo passano da qui per immortalare le monumentali meraviglie che restano nell’orfanotrofio abbandonato, anche se tutte le stanze sono state pressoché svuotate.
Resta solo una suggestiva pavimentazione marmorea a scacchi bianca e nera, visibile subito dopo aver varcato il bellissimo portone d’ingresso a vetri colorati.

Le ante sono state rotte in mille pezzi con atti vandalici. Sono state affisse, al loro posto, un paio di assi di legno per tenere fuori i curiosi.
Il piano superiore è un susseguirsi di stanze vuote, tranne alcune in cui sono conservati i lettini degli ex inquilini.
Tutto sempre sobrio, nella sua eleganza.
Uno dei punti fotograficamente più suggestivi resta la cappella dove i bambini venivano portati a messa, con il suo altare decorato in oro e due angeli dipinti sul muro.
Le finestre qui ancora sono intatte.
Le loro vetrate fucsia filtrano la luce rendendo l’atmosfera del luogo realmente magica e fotogenica.

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Marianna Arduini
Marianna Arduini
Romagnola di nome e di fatto, mi definisco una persona curiosa.
Fin da piccolina mi hanno sempre incuriosito i posti abbandonati e le storie.
La fotografia è arrivata col tempo, con i viaggi in solitaria che ho fatto e le persone che ho incontrato.
Ho incominciato a fare urbex da sola, e la ricerca, le storie di chi ci ha abitato, l'emozione che si prova ad entrare in questi posti dove il tempo si è interrotto, mi continua a dare emozioni ancora oggi.
Navi fantasma, treni, carria armati, monasteri, ville, manicomi, ma le mie preferite restano le chiese, e soprattutto la famosa chiesa blu.

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