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Case Scapini : tre leggende e sette bambini

Da Febbraio 23, 2020 Nessun commento

Nell’Appennino Parmense, lungo la valle che costeggia il fiume di Bardi, si possono trovare numerosi edifici abbandonati.
Tra di essi spicca un intero paese lasciato all’incuria dagli anni ’70. Lo si raggiunge percorrendo una strada sterrata che costeggia un affluente del torrente più grande. Trattasi di Case Scapini, borgo fantasma dell’Appennino Parmense, più precisamente nel territorio di Compiano, completamente disabitato da più di quarant’anni. Non è ben chiaro quali siano i motivi di tale abbandono. Come sempre, ragioni storico-sociali si fondono a leggende dall’aura inquietante.

Alcuni nascosti nel bosco, altri vicini e bene in vista dalla strada sterrata. I ruderi semi-crollati del paese, oggi letteralmente inghiottiti dai rovi, raccontano di un possibile abbandono veloce e poco “premeditato”.
Scarponi appaiati e ben disposti nei vani, sedie di vimini ordinate sotto ai tavoli, scope di saggina appoggiate ai muri. I pochissimi elementi giunti a noi avvalorerebbero l’ipotesi di una “fuga” degli ex abitanti.

Non è fatto storicamente assodato ma la leggenda vuole che il paese sia stato testimone di un sanguinoso eccidio nazista, che avrebbe provocato la morte di numerosi bambini. Secondo gli stessi racconti, gli abitanti avrebbero lasciato le loro case a causa di strani accadimenti durante il giorno e, soprattutto, per colpa dei pianti e delle urla notturne dei bambini assassinati.
Testimonianze dei più suscettibili riferiscono che, nel corso di tutti gli anni successivi all’abbandono del luogo, si siano potuti percepire ancora lamenti striduli, strane luci e improvvisi cambi di temperatura.
A supporto di questa ipotesi, alcuni fanno notare come la parola “scapini” sia il corrispettivo dialettale di “calzari per bimbi”.

Una seconda leggenda racconta invece dell’improvvisa scomparsa della maggior parte degli abitanti in seguito al ritrovamento del corpo di una pastorella, orrendamente mutilato.

La terza leggenda, quella meno accreditata, racconta di sette orfanelli lasciati a morire di fame e di sete, vuoi per semplice miseria, vuoi perché affetti da qualche rara malattia E un tempo, si sa, le malattie non venivano soltanto curate. Venivano arginate.
Motivo per cui, stando a questa terza versione, i bimbi sarebbero stati abbandonati nel paese e lasciati perire di stenti. Non ci vuole un grande sforzo a capire perché poi il paese sarebbe stato considerato “infestato”.

Abbiamo raccolto queste tre storie, tutte riferite degli abitanti più anziani del posto e già affrontate da altri appassionati di ricerca sul territorio.
Rappresentano il folclore locale ed incuriosiscono qualsiasi visitatore. Ma è doveroso ricordare che nessuna di esse è stata avvalorata da fatti storici conclamati e lo stesso termine “Scapini” parrebbe piuttosto derivare dal cognome di una famiglia importante del luogo.

Se ti è piaciuta l’esplorazione di Case Scapini e vuoi vedere altri paesi abbandonati, fai click qui.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto e coordinatore del team. Laureato all'università di Genova e all'università di Verona. Fotografo, scrittore freelance e autore di Libri, con il prezioso supporto degli infaticabili collaboratori di Ascosi Lasciti e del fondatore admin Alessandro.

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