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La mappa segreta degli urbexer

Articolo di Marzo 12, 2020Settembre 2nd, 2023Nessun commento

In tanti conoscono la filosofia che sta alla base dell’esplorazione urbana.
Cercare di creare una mappa degli edifici abbandonati significa passare ore al computer per fare ricerca, allargare la fortuna economica di benzinai e meccanici a discapito della nostra, sfiduciarsi, riprovare, chiedere, mollare, ritentare, e, quando capita, centrare l’obiettivo.
Anni, 10 per la precisione, di raccolta di gruppo. Forse il doppio o il triplo del tempo per la ricerca individuale. Venti, trenta.
Tutto per raccontarvi le storie che nascondono questi luoghi fatiscenti. Una fatica che portiamo avanti con determinazione, rispettando la regola principale sui cui è nata questa passione: non indicare l’ubicazione dei posti abbandonati.

Abbiamo riflettuto: se adesso siamo tutti a casa, senza poter fare ciò che più amiamo, che senso avrebbe tenere nascoste tali informazioni?
Persino Pornhub ha voluto aprire i suoi database, perché noi non dovremmo?
La chiesa, al contrario, ha chiuso ogni contatto col pubblico, anziché aprire i suoi tesori per aiutare a finanziare la salute dei cittadini.
E noi non vorremmo mai agire come la chiesa!
Aprire come i porno-amatori o chiudere come i cattolici? La scelta è presto fatta.
C’è poi un’altra cosa su cui riflettere: agendo come abbiamo agito fino ad ora, ci siamo attirati le antipatie di tanti, apparendo come gli “snob”.  Abbiamo provato a far capire la filosofia dietro a tutto questo, e a cosa è servito? Chi divulgava le informazioni al pubblico ha avuto enorme visibilità. Noi no. E  per quale motivo poi? Essere derisi per il nostro agire.
Nella vita, solo gli stolti non cambiano idea. E in natura sopravvive non il più forte, non il più veloce, ma la specie che meglio sa adattarsi ai cambiamenti ambientali.
Bisogna farsene una santa ragione.

“Mentre sono a riflettere su tutto questo, mi citofona qualcuno insistentemente.
Guardo nell’occhiello. Pare un medico: è bardato fino al collo. Mascherina, guanti, rilevatore scanner.
Mi intima di aprire.
Ci sarebbero state delle segnalazioni anonime, dice.
Poi mi punta il termo-rivelatore, il quale suona con una sirena. Mi si gela il sangue.
<<Positivo>> apostrofa il suo compagno.
L’energumeno accanto, estrae una bacchetta. Che vuole fare?
<<I nuovi tamponi mandati dall’ASL: danno il risultato in meno di 5 minuti. E’ richiesto un piccolo sforzo economico ai cittadini di 150 euro. Costerebbe 500 ma il resto li mette la regione.>>
Obbedisco, ancora scosso.
Passano i minuti più lunghi della mia vita, poi il risultato: “negativo”.
Ma i due subito mi ammoniscono : <<dobbiamo portarli immediatamente in sede centrale per un controllo più approfondito. Prima di allarmare i suoi parenti le chiediamo di tenere l’anonimato per non agitare i vicini. Potrebbe scatenarsi una caccia alle streghe nei suoi confronti.>>  Si voltano ed escono in tutta fretta.
Il sangue lentamente torna a scorrermi nelle vene. Appena riacquisto il colore della pelle e la mia vista ricompare, scorgo un astuccio e un bigliettino che devono essere inavvertitamente caduti ai due.
Li raccolgo, corro alla finestra. La apro. Vedo i due spogliarsi dei vestiti e lasciarli cadere nel mio giardino, aprire in tutta fretta la portiera di un’auto nera, tutta ammaccata.
Urlo, ma sembrano non sentirmi… come faccio a chiamarli?
Ok, il bigliettino! Potrebbe esserci il loro numero di telefono.
Lo alzo fino all’altezza del mio sguardo e leggo ciò che è scritto in caratteri molti piccoli….”

VI ABBIAMO BURLATI!

La morale di questa storia? Gli sciacalli non si fermano mai. Anzi, soprattutto agiscono in questi momenti. E così la nostra regola deve rimanere tale, anche senza la famosa eccezione che la confermi.

Sappiamo che tra il nostro pubblico non si cela nessun malintenzionato. Filtrate bene anche voi le informazioni che avete scoperto, perché “gli amici degli amici” rischiano di essere proprio quegli approfittatori di cui parlavamo. Ora fate i bravi, STATE A CASA e continuate a seguire i nostri report in giro per l’ Europa.
Abbiamo tantissimi “arretrati”, perciò potremo continuare a raccontarvi le nostre storie in tutta sicurezza, da casa.
Ciò che potete fare intanto è continuare a seguirci qui e sulla nostra pagina facebook, oppure acquistare i nostri ultimi libri “Paesi Fantasma” se volete scoprire tutti i paesi abbandonati in Italia o “Piemonte abbandonato” per esplorare approfonditamente una delle regioni più affascinanti d’Italia.

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