È una calda mattina di Febbraio quando decido di esplorare quello che da fuori sembra un vecchio palazzo abbandonato, in uno dei più bei borghi marchigiani. Eh si, sono anche io appassionata di esplorazione urbana.
Mi avvicino osservo meglio l’edificio. Si, ha tutti i segni che manifestano le strutture in stato di abbandono : finestre divelte, muri scrostati, tetto rovinato. Spesso i luoghi più belli e autentici si incontrano così, per caso.
Anche se il palazzo che ho “puntato”rimane in centro città, davanti agli occhi discreti di tantissime persone, trovare un punto di accesso risulta un atto piuttosto semplice, senza dover dare troppo nell’occhio. Una volta all’interno, rimango letteralmente senza parole.

Si respira un’aria gelida. Il calendario è fermo al 1991.

Entro subito nel salotto del palazzo abbandonato dove ad accogliermi, in un angolo della stanza, ci sono due bambole che paiono fissarmi con occhi spalancati.
Noto subito, con piacere, che nessun vandalo è ancora passato di qui. Tutto è ordinatamente al suo posto, nonostante i soffitti cadano a pezzi e la polvere e i calcinacci abbondino dappertutto.
I cassetti e le credenze sono pieni di utensili, documenti e ricordi di grande valore, come biglietti di auguri, vecchie lettere e passaporti.
Il pendolo sulle scale è fermo alle 10.45.
Decido così di salire al secondo piano dove ad attendermi ci sono orde di piccioni che svolazzano all’impazzata da una parte all’altra della casa. La famiglia che abitava qui doveva essere numerosa, viste le quattro camere da letto.
Mi infilo in una stanza completamente bagnata, a causa delle infiltrazioni, con due letti separati ormai pieni di pezzi di soffitto e muffa. I mobili sono ancora costipati di biancheria e coperte.
1946 è la data stampata nella copertina de “Lo Scolaro”, rivista a fumetti dedicata ai bambini in età pre-adolescenziale.

Tra vestiti a terra e intonaco caduto trovo un’altra bambola a faccia in giù: sono probabilmente nella stanza dei bambini. Prima di finire la mia esplorazione scorgo, con mia sorpresa, in un angolo del corridoio, una vecchia macchina da cucire. Una Singer. Molto comune rinvenire questo tipo di oggetti nei vari luoghi abbandonati. È perfetta, ben conservata e probabilmente funzionante… questo sì che è un tesoro! E spero che rimanga al suo posto per i prossimi anni!

Ogni volta che metto piede in questi posti dove regna silenzio e tutto si è fermato, è come se entrassi in una macchina del tempo. Ma, chiusa la porta del palazzo alle mie spalle, il mio orologio torna immediatamente al nuovo millennio.

 

Se vuoi continuare a esplorare i posti abbandonati nelle Marche, clicca qui

Se invece ti è piaciuto il palazzo abbandonato delle bambole e vuoi vedere altri edifici simili, guarda qui.

Seguici anche sulla nostra pagina Facebook per restare sempre aggiornato

Testo : Sylvia Perozzi

Rating: 4.6/5. Dai voti9.
Attendere....
Ascosi Lasciti Marche
Ascosi Lasciti Marche
Il gruppo è formato da Alessandro Magno , Valentina Santamaria e Sylvia Perozzi ed insieme si occupano della ricerca di nuovi posti nel territorio marchigiano e la stesura di articoli per il sito di Ascosi Lasciti. Sylvia è anche la fotografa del gruppo.

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.