ospedale bambini e partigiani - preventorio-urbex-abbandono-ospedale-emilia-romagna-16

Ci troviamo in collina, a circa 610 metri di altitudine. E’ una limpida giornata di sole di inizio Settembre, il paesaggio è molto bello e si apprezza la purezza dell’aria rispetto alla pianura da cui siamo saliti. Deve essere stato per questi motivi che Rocco Chiapponi, un imprenditore agricolo tra i fondatori del Consorzio Antitubercolare di Piacenza, decise nel 1938 di costruire qui un ospedale in cui ricoverare i bambini a rischio malattie polmonari fornendo cure di tipo preventivo e ampi spazi verdi lontani dalla città.

Durante la guerra, circa a metà del 1944 il Comandante Unico di Brigata Emilio Canzi occupò il preventorio e lo trasformò in un centro ospedaliero per la Resistenza e le truppe Alleate.
Nell’ospedale vennero assistiti molti feriti e numerosi civili e giovani medici giunsero volontariamente a fornire il proprio aiuto. Già alla fine di quell’anno l’edificio fu però sgomberato e occupato dalle truppe nazi-fasciste.

Nel dopoguerra il complesso tornò ad essere ospedale di cura per le malattie respiratorie fino alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Ceduto poi all’ASL, versa ora in stato di totale abbandono.
L’ex centro sanitario è ormai consumato dal tempo: le molte infiltrazioni di acqua dal tetto hanno scrostato molti muri e colorato altri di varie tonalità di verde. Si sono verificati alcuni crolli dei soffitti e proprio uno di questi crolli si è riversato su una vecchia branda che ora sembra tentare di lottare per non accasciarsi completamente.

La struttura possedeva anche una piccola chiesetta che conserva ancora molto fascino e non risulta vandalizzata, come invece accade spesso peri altri ex luoghi di culto.

Un luogo trasformato quasi solo dallo scorrere del tempo, senza i soliti atti vandalici.

Per vedere tutte le altre foto dell’ospedale fai click qui.

Se vuoi conoscere altri posti abbandonati in Emilia Romagna clicca qui.
Se vuoi esplorare altri ospedali abbandonati clicca qui.

Rating: 4.8/5. Dai voti6.
Attendere....
Lorenzo Rosa on BloggerLorenzo Rosa on FlickrLorenzo Rosa on Instagram
Lorenzo Rosa
Lorenzo Rosa
Lorenzo è il punto di riferimento, assieme ai ragazzi del "manicomio fotografico", di tutta la Lombardia. La sua passione per la fotografia nacque con un regalo del nonno e dirottò prestissimo verso la passione sfrenata per l'esplorazione urbana, di cui oggi allestisce numerose mostre a tema.

Entra nella discussione 2 Commenti

  • Avatar Davide Bonvini ha detto:

    Ci sono stato nel 1968 e 1969 da giugno a settembre, avevo 5 anni C’erano le suore, tra cui la indimenticabile suor Eleonora che menava come un fabbro. Alcuni bambini rimanevano tutto l’anno, e c’era anche la scuola. ogni tanto torno a vedere com’è ridotto..un vero peccato che sia ridotto cosi

    • Lorenzo Lorenzo ha detto:

      Ciao Davide, grazie per la tua testimonianza 🙂 Hai ragione, un vero peccato che sia ridotto in questo stato, chissà quante storie come la tua si potrebbero raccontare su posti come questi. L’italia è infatti piena di vecchie colonie ora quasi tutte abbandonate.

Lascia un Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.