Eventi che cambiano la comunità. Ci troviamo nel centro storico di una cittadina modenese pesantemente colpita dal terremoto del 2012.
Le “ferite” sulle facciate degli edifici sono ancora aperte: molte abitazioni restano tutt’ora inagibili e lasciate a loro stesse. Qui nulla è più come un tempo. Ed il nostro obiettivo è il teatro Liberty dell’Opera, ovviamente abbandonato.

teatro abbandonato

Entrare in un edificio simile è sempre una grande emozione, vuoi per la difficoltà di scoprire certe tipologie di luoghi degradati, vuoi per l’indiscutibile fascino. Tendaggi rossi e poltrone impolverate dominano le linee liberty dell’infrastruttura. Splendido il lampadario che pende dal soffitto, quasi come un “ciondolo di diamanti sopra un petto di polvere e calcinacci”. Questo teatro abbandonato è senza dubbio uno dei più affascinanti di tutta l’Emilia.

La struttura comunale fu costruita nel 1905 sostituendo quella pre-esistente che fu demolita. Inaugurato nel 1907,la sua architettura era assai particolare, caratterizzata da una pianta ellittica, un ordine di palchi con sottili colonnine in ghisa e archi a sesto sempre ellittico. Al secondo ordine vi erano tre soli palchi centrali racchiusi in una sorta di loggia, decorata con motivi liberty, affiancata simmetricamente da semplici gradinate con ringhiere di ferro. Infine il terzo ordine era dedicato a loggione centrale di proporzioni contenute.

Questo assetto probabilmente di gusto troppo moderno fu giudicato dalla borghesia agraria come inadeguato alle esigenze del tempo. Quindi, pochi anni dopo, fu modificato su progetto di un nuovo architetto, il quale propose un impianto più tradizionale, che è quello che troviamo oggi. Esso era costituito da un primo ordine di gallerie, due file di palchi e un loggione finale, che conservavano il profilo ellittico.
Fu modificato anche l’atrio d’ingresso, mantenendo solo il bel balconcino posto in corrispondenza dei palchi centrali, mentre vennero eliminate le due brevi rampe che conducevano ai palchi di primo ordine.

Cosa resta oggi? Dell’opera rimangono intatti attualmente soltanto la bellissima volta decorata con motivi floreali, in puro stile liberty, e pochi altri dettagli, tra cui l’importante lampadario centrale. Il teatro è chiuso e abbandonato da quasi dieci anni, in seguito al terremoto che lo rese inagibile. Giusta, ovviamente, la decisione delle istituzioni di non riaprirlo.

Il teatro, come appena detto, è abbandonato dal 2012, dopo il famoso terremoto in Emilia. Dopo aver immortalato la carcassa di questo glorioso luogo di cultura, scattando foto dalle più disparate prospettive, possiamo congedarci salutandola senza rimpianti o rimorsi. Citando una delle rappresentazioni che sono state recitate sul suo palco, possiamo darle un “addio senza rancor.”

 

Grazie per aver spinto fino a qui la tua CURIOSITA’. La stessa che ci spinge a fare esplorazione urbana, in luoghi pericolosi, per raccontarteli.
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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

Entra nella discussione 2 Commenti

  • Avatar Irene ha detto:

    Accidenti, che tuffo nel passato… Ho preso lezioni di danza fino a qualche anno fa e ho fatto tantissimi spettacoli lì dentro, prima del terremoto. Ricordo ancora tutte le gallerie, il backstage, la platea piena, l’ingresso… Era un teatro davvero meraviglioso. Bellissime foto, articolo interessante, complimenti!

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